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Donne resistenti

Adu Vda sottolinea quest’anno il 25 e il 28 aprile ricordando le vicende esistenziali di quattro donne intimamente legate alla storia della Resistenza in Valle d’Aosta: a loro dobbiamo scelte molto coraggiose, che ancora ci chiamano in causa, nella comune lotta per la Liberazione dal nazi-fascismo.

Aurora Vuillerminaz, la partigiana “Lola”, ha partecipato alla Resistenza come staffetta partigiana, addetta ai passaggi di frontiera. La sua ultima missione è stata guidare cinque fuoriusciti dalla Svizzera a Cogne e si è conclusa con la fucilazione, il 16 ottobre 1944.
Solo Raimondo Lazzari è riuscito a scampare all’esecuzione: creduto morto dai fascisti è stato lasciato al cimitero di Villeneuve, dove è stato soccorso da alcuni paesani e salvato dai partigiani.
Sarà lui a farci conoscere le ultime ore di Lola.
Grazie Aurora!

Anna Cisero Dati nel periodo 1943/45 ha collaborato col CLN e con la banda partigiana 13° Emile Chanoux, che nell’estate 1944 era acquartierata a Trois Villes.Dopo la fine della guerra si è impegnata in varie attività di assistenza agli ex partigiani e alle loro famiglie e ha svolto la funzione di segretaria dell’ANPI.
Ha inoltre portato la sua testimonianza a giovani e studenti.È così che l’abbiamo conosciuta e stimata.
Grazie Anna!

Ida Summa Lexert, nome di battaglia “Signora” è stata arrestata durante un rastrellamento, il 26 febbraio del 1945, 10 mesi dopo l’uccisione del marito, Emile Lexert, il partigiano Milò.
Con lei, durante la vita alla Suelvaz, nella banda partigiana, e poi durante la detenzione, è sempre stata la figlia Renata di 4 anni.
Grazie Ida!

Ida Desandré, arrestata ad Aosta con il marito Giovanni Contardo, dopo un periodo passato in carcere ad Aosta, a Torino e nel campo di transito di Bolzano, nell’estate del 1944, Ida Desandré è deportata politica a Ravensbrück, poi a Salzgitter e a Bergen-Belsen, da cui farà ritorno nel settembre 1945.
Dopo un lungo periodo di silenzio, ha portato la sua testimonianza a cittadini e studenti. È così che l’abbiamo conosciuta e stimata.
Grazie Ida!

Crediti fotografici

Ida Desandré:
Roberto Contardo

Anna Cisero Dati, Ida Summa Lexert e Aurora Vuillerminaz:
Per gentile concessione dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta

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