AMBIENTE DIRITTI UGUAGLIANZA

Stroncature

15 luglio 2020

Che cos’è una tessera?

Avere una tessera in tasca un tempo era segno di adesione a un progetto politico, a una visione del mondo oppure, più prosaicamente, apriva (soprattutto se era la tessera giusta) più di una porta. Forse è per la nostalgia dei tempi andati che la Lega VdA si è lanciata, con tutto l’entusiasmo che riconosciamo ai militanti dai numerosi – e contagiosi – selfie, in un’imponente campagna tesseramento. Che c’è di male? penserete voi… Diciamo che il metodo è quanto meno discutibile visto che ormai le tessere vengono comodamente spedite nelle buche delle lettere dei valdostani come gentile omaggio. Sì, che idea! Perché tanta fatica per parlare con potenziali elettori ed elettrici e magari disturbarli chiedendo un contributo per il simbolicamente preziosissimo rettangolino in pvc (poco green, eh) quando si può tesserare a loro insaputa qualche centinaia di valdostani utilizzando ignari postini? Un ottimo rapporto tra costi (pochi, solo quello di un francobollo) e benefici (tanti neo iscritti). E così il partito che fu secessionista e oggi è iper-patriottico si vanta di battere pancia a terra il territorio – regionale o nazionale – dove i rappresentanti verdeggianti (ma sempre poco green) vengono accolti da folle festanti.
O forse non è proprio così, forse hanno optato per la spedizione proprio per evitare con generosa nonchalance le folle. Quelle dei Comuni valdostani, per esempio, che, turlupinate e sbeffeggiate dalle manovre leghiste in consiglio regionale, con il sapiente ausilio di The Punisher Cognetta “libre” e della straziante onestà dei pentastellati, non vedono l’ora di organizzare una bella accoglienza alla delegazione leghista così attenta alle esigenze di quello che sono i territori e dei suoi amministratori, considerati, ahimè, peggio di un gruppo di criminali rapaci o di incapaci scialacquatori di risorse pubbliche.
Oppure quelle di studenti, insegnanti e genitori, indignati per il costante disinteresse mostrato per l’edilizia scolastica e per la scuola in genere dai consiglieri leghisti, i quali cercano ogni scusa per posticipare il più possibile i provvedimenti su questo tema, pur di screditare gli altri partiti davanti agli elettori e farsi così una campagna elettorale.
Controllate bene le vostre buche delle lettere, cari e care Adusimpatizzanti, non basterà una mascherina chirurgica a proteggervi dal tesseramento coatto.

Ego


10 luglio 2020

Il loquace consigliere Aggravi, già Assessore alle Finanze con delega al Casinò, ha sbagliato quasi tutto nella sua breve vita politico-istituzionale. Gli sono bastati sette mesi di governo leghista per incasinare il Casinò (non che non lo fosse già di suo, ma il colpo di grazia non aveva ancora avuto un così maldestro esecutore, pur essendo ricco e variegato il cast di amministratori ed esperti e periti e geni del marketing che con la casa da gioco si sono allenati allo sfascio totale a spese del pubblico). Ma anche all’opposizione il nostro – non da solo, certo, ma la sua loquacità saccentina lo rende più visibile rispetto a manovratori meno narcisi – si è distinto prima nell’agevolare un emendamento monstre che ha rischiato di far saltare il tavolo e di lasciare famiglie e imprese valdostane nel limbo del post-pandemia senza i doverosi aiuti che ogni Regione italiana sta mettendo sollecitamente in campo per evitare il disastro; poi nell’azzoppare gravemente l’azione dei Comuni dove sempre abitano e lavorano le suddette famiglie e imprese.
Non pago della tempesta perfetta che lo sta travolgendo, il consigliere Aggravi continua ad atteggiarsi a maître à penser di un liberismo stucchevolmente antico (che verrebbe ripudiato persino dai Chicago Boys), inneggia al Giappone dell’Asse e diffonde pillole di stanca saggezza da banchi di scuola.
Signora mia – viene voglia di rispondergli citando un noto adagio -, piuttosto che il niente leghista, meglio piuttosto.

Ego