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«Perché una volta tornata nel mondo non ero capace di vivere? Era come una luce accecante dopo mesi di buio, era una cosa violenta, la gente voleva che tutto somigliasse a un inizio. Volevano strapparmi ai miei ricordi». 
(Marceline Loridan-Ivers, E tu non sei tornato) 

Sono le parole drammatiche di una sopravvissuta alla #Shoah che rivelano quanto insostenibile fosse il carico dei ricordi per chi, pur scampato alla morte nell’inferno dei campi di concentramento, non riusciva però a tornare a vivere. Il ritorno vissuto come un’esperienza di dolore e di solitudine, dove nulla sembra più riparabile perché il confine è stato varcato, l’innominabile si è palesato e indietro non si può tornare. La perdita è infatti irrimediabile, perdita dei propri cari, dei propri beni, del proprio ruolo sociale, perdita di sé in definitiva, e il ritorno assume dunque le sembianze del tragitto smarrito, dell’approdo negato. Eppure, l’esperienza del ritorno diventa anche un crinale dove l’impegno del ricordo può rappresentare una danza salvifica e dischiudere nuovi orizzonti. Ma il Giorno della Memoria vuole anche dare voce ai tanti sommersi che non hanno conosciuto il ritorno e hanno lasciato in eredità agli altri, ai pochi salvati, l’angoscia del ricordo e la responsabilità della testimonianza. 

Se non è possibile identificarsi completamente con le vittime perché esse incarnano l’alterità nella dimensione più assoluta e tragica, è pur sempre vero che si può perseguire il valore dell’empatia come strumento conoscitivo capace di riparare quella “mutilazione delle coscienze” che oggi sembra avanzare, nel vuoto culturale e nel decadimento generale del pudore e del rispetto per la sofferenza e la fragilità dell’altro. Questa Giornata non deve ridursi a un rituale logoro, ma continuare a fertilizzare il terreno delle coscienze per ribadire e riconsolidare quei valori di solidarietà e di umanità a cui non si può abdicare, pena il ricadere nella barbarie che abbiamo già conosciuto molte volte nella storia.

#GiornatadellaMemoria
#GiornatadellaMemoria2022

«Perché una volta tornata nel mondo non ero capace di vivere? Era come una luce accecante dopo mesi di buio, era una cosa violenta, la gente voleva che tutto somigliasse a un inizio. Volevano strapparmi ai miei ricordi».
(Marceline Loridan-Ivers, E tu non sei tornato)

Sono le parole drammatiche di una sopravvissuta alla #Shoah che rivelano quanto insostenibile fosse il carico dei ricordi per chi, pur scampato alla morte nell’inferno dei campi di concentramento, non riusciva però a tornare a vivere. Il ritorno vissuto come un’esperienza di dolore e di solitudine, dove nulla sembra più riparabile perché il confine è stato varcato, l’innominabile si è palesato e indietro non si può tornare. La perdita è infatti irrimediabile, perdita dei propri cari, dei propri beni, del proprio ruolo sociale, perdita di sé in definitiva, e il ritorno assume dunque le sembianze del tragitto smarrito, dell’approdo negato. Eppure, l’esperienza del ritorno diventa anche un crinale dove l’impegno del ricordo può rappresentare una danza salvifica e dischiudere nuovi orizzonti. Ma il Giorno della Memoria vuole anche dare voce ai tanti sommersi che non hanno conosciuto il ritorno e hanno lasciato in eredità agli altri, ai pochi salvati, l’angoscia del ricordo e la responsabilità della testimonianza.

Se non è possibile identificarsi completamente con le vittime perché esse incarnano l’alterità nella dimensione più assoluta e tragica, è pur sempre vero che si può perseguire il valore dell’empatia come strumento conoscitivo capace di riparare quella “mutilazione delle coscienze” che oggi sembra avanzare, nel vuoto culturale e nel decadimento generale del pudore e del rispetto per la sofferenza e la fragilità dell’altro. Questa Giornata non deve ridursi a un rituale logoro, ma continuare a fertilizzare il terreno delle coscienze per ribadire e riconsolidare quei valori di solidarietà e di umanità a cui non si può abdicare, pena il ricadere nella barbarie che abbiamo già conosciuto molte volte nella storia.

#GiornatadellaMemoria
#GiornatadellaMemoria2022
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27 Gen 2022, 10:24
Dopo anni di sollecitazioni, oggi in Consiglio regionale si è discussa e votata una proposta di legge per la costituzione di un Osservatorio #antimafia anche in Valle dAosta. Il testo è stato esaminato in commissione soltanto giovedì scorso, e non cè stata una riflessione approfondita sui contenuti, che sarebbe stata necessaria, considerata limportanza dellargomento. 
 
Vista la fretta della maggioranza e, in particolare, del Presidente del Consiglio #Bertin, è sorto il sospetto che lintenzione non fosse quella di approvare uno strumento articolato di reale contrasto alla criminalità organizzata, ma piuttosto quello di piantare una #bandierina per consentire al presidente del Consiglio di partecipare domani a un incontro delle Regioni già dotate di un Osservatorio, e in buona sostanza di avere una legge, a prescindere dai suoi contenuti qualificanti. Sia la relazione, poco incisiva, sia la presenza in modo strutturato delle associazioni antimafia e antiusura in questo organismo hanno dovuto essere oggetto di emendamenti dello stesso primo firmatario a seguito delle osservazioni emerse nelle audizioni della Commissione e nel dibattito scaturito dalle sollecitazioni delle consigliere di PCP.
 
Con spirito costruttivo le consigliere di PCP hanno presentato a loro volta alcuni emendamenti migliorativi, condivisi nel gruppo di lavoro di PCP, con la collaborazione di esponenti di Adu Vda, del M5S e di indipendenti esperti del settore, e costruiti tenendo conto delle osservazioni presentate nelle audizioni e di altre leggi regionali sulla materia. Si è trattato di proposte volte a implementare la composizione dellOsservatorio stesso e i suoi compiti, ai fini di riconoscere il ruolo e il lavoro di chi già opera proficuamente sul territorio. La mafia va, infatti, combattuta con un maggiore coinvolgimento della società civile e dei vari enti, con un lavoro di squadra, e non certo solo nei palazzi, dove il potere mafioso ha dimostrato, tra laltro, un maggiore grado di penetrazione e influenza. Per questo il testo doveva essere migliorato. Gli emendamenti qualificanti non sono stati accolti per cui a malincuore le consigliere di PCP si sono astenute. 

Area Democratica-Gauche Autonomiste 
Ambiente Diritti Uguaglianza - Valle d’Aosta 
Movimento 5 Stelle Valle dAosta 
Rete Civica Valle dAosta

Dopo anni di sollecitazioni, oggi in Consiglio regionale si è discussa e votata una proposta di legge per la costituzione di un Osservatorio #antimafia anche in Valle d’Aosta. Il testo è stato esaminato in commissione soltanto giovedì scorso, e non c’è stata una riflessione approfondita sui contenuti, che sarebbe stata necessaria, considerata l’importanza dell’argomento.

Vista la fretta della maggioranza e, in particolare, del Presidente del Consiglio #Bertin, è sorto il sospetto che l’intenzione non fosse quella di approvare uno strumento articolato di reale contrasto alla criminalità organizzata, ma piuttosto quello di piantare una #bandierina per consentire al presidente del Consiglio di partecipare domani a un incontro delle Regioni già dotate di un Osservatorio, e in buona sostanza di avere una legge, a prescindere dai suoi contenuti qualificanti. Sia la relazione, poco incisiva, sia la presenza in modo strutturato delle associazioni antimafia e antiusura in questo organismo hanno dovuto essere oggetto di emendamenti dello stesso primo firmatario a seguito delle osservazioni emerse nelle audizioni della Commissione e nel dibattito scaturito dalle sollecitazioni delle consigliere di PCP.

Con spirito costruttivo le consigliere di PCP hanno presentato a loro volta alcuni emendamenti migliorativi, condivisi nel gruppo di lavoro di PCP, con la collaborazione di esponenti di Adu Vda, del M5S e di indipendenti esperti del settore, e costruiti tenendo conto delle osservazioni presentate nelle audizioni e di altre leggi regionali sulla materia. Si è trattato di proposte volte a implementare la composizione dell’Osservatorio stesso e i suoi compiti, ai fini di riconoscere il ruolo e il lavoro di chi già opera proficuamente sul territorio. La mafia va, infatti, combattuta con un maggiore coinvolgimento della società civile e dei vari enti, con un lavoro di squadra, e non certo solo nei palazzi, dove il potere mafioso ha dimostrato, tra l’altro, un maggiore grado di penetrazione e influenza. Per questo il testo doveva essere migliorato. Gli emendamenti qualificanti non sono stati accolti per cui a malincuore le consigliere di PCP si sono astenute.

Area Democratica-Gauche Autonomiste
Ambiente Diritti Uguaglianza – Valle d’Aosta
Movimento 5 Stelle Valle d’Aosta
Rete Civica Valle d’Aosta
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26 Gen 2022, 17:23
Lorenzo Parelli, studente di 18 anni senza contratto e senza stipendio, si trovava per legge – quella della “Buona scuola” – nell’azienda meccanica dove ha trovato la morte: stava svolgendo un’esperienza, obbligatoria nella scuola superiore, di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), la così detta alternanza Scuola lavoro.
In unazienda, nessuno dovrebbe morire: né lavoratore, né studente.

Di fronte all’orrore di questa tragedia, unaltra rispetto alla serie di inaccettabili morti bianche” sul luogo di lavoro, solo una cosa può aggiungere sgomento allo sgomento: la sua assoluta mancanza di senso. 
Perché la scuola deve fornire la cultura, gli strumenti critici, la capacità di riflessione, dare ai giovani una formazione come persone e cittadini, non metterli al lavoro. Per quello ci sarà il tempo, in un’Italia in cui la disoccupazione giovanile è al 28% ( dati ISTAT novembre 2021) e la pensione è sempre più posticipata.
Questa legge va abrogata e la materia completamente rivista. Lavviamento al lavoro dei giovani è un tema importante, che deve però tenere conto degli attuali limiti della scuola – senza risorse economiche ed umane – e della crescente deregolamentazione selvaggia del lavoro. Attualmente, è limpresa a guadagnarci e la scuola a perderci.

Nel 2015, quando il governo Renzi propose la legge 107/2015 denominata “Buona scuola”, abbiamo attivamente partecipato, come studenti, insegnanti, genitori, cittadini, a tutte le manifestazioni di protesta organizzate contro la riforma. Ed ora confermiamo la nostra opposizione ad un’esperienza che, se in alcuni casi funziona solo per l’impegno, estenuante, che docenti e dirigenti profondono per darle un significato, in tanti altri, soprattutto rispetto al lavoro non intellettuale, si limita a fornire mano d’opera gratuita, non formata e sfruttata. 

Un esempio di ciò che è diventato per molti il lavoro negli anni 2000, sempre meno tutelato e riconosciuto come diritto costituzionale. Una dimostrazione, accanto al vergognoso risarcimento stimato in 166.000 euro per la morte di Luana D’Orazio, di quanto vale nella nostra società la vita di chi lavora, sia quella di una giovane donna, mamma e operaia, sia quella di un ragazzo, studente diciottenne.

Lorenzo Parelli, studente di 18 anni senza contratto e senza stipendio, si trovava per legge – quella della “Buona scuola” – nell’azienda meccanica dove ha trovato la morte: stava svolgendo un’esperienza, obbligatoria nella scuola superiore, di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), la così detta alternanza Scuola lavoro.
In un’azienda, nessuno dovrebbe morire: né lavoratore, né studente.

Di fronte all’orrore di questa tragedia, un’altra rispetto alla serie di inaccettabili "morti bianche” sul luogo di lavoro, solo una cosa può aggiungere sgomento allo sgomento: la sua assoluta mancanza di senso.
Perché la scuola deve fornire la cultura, gli strumenti critici, la capacità di riflessione, dare ai giovani una formazione come persone e cittadini, non metterli al lavoro. Per quello ci sarà il tempo, in un’Italia in cui la disoccupazione giovanile è al 28% ( dati ISTAT novembre 2021) e la pensione è sempre più posticipata.
Questa legge va abrogata e la materia completamente rivista. L’avviamento al lavoro dei giovani è un tema importante, che deve però tenere conto degli attuali limiti della scuola – senza risorse economiche ed umane – e della crescente deregolamentazione selvaggia del lavoro. Attualmente, è l’impresa a guadagnarci e la scuola a perderci.

Nel 2015, quando il governo Renzi propose la legge 107/2015 denominata “Buona scuola”, abbiamo attivamente partecipato, come studenti, insegnanti, genitori, cittadini, a tutte le manifestazioni di protesta organizzate contro la riforma. Ed ora confermiamo la nostra opposizione ad un’esperienza che, se in alcuni casi funziona solo per l’impegno, estenuante, che docenti e dirigenti profondono per darle un significato, in tanti altri, soprattutto rispetto al lavoro non intellettuale, si limita a fornire mano d’opera gratuita, non formata e sfruttata.

Un esempio di ciò che è diventato per molti il lavoro negli anni 2000, sempre meno tutelato e riconosciuto come diritto costituzionale. Una dimostrazione, accanto al vergognoso risarcimento stimato in 166.000 euro per la morte di Luana D’Orazio, di quanto vale nella nostra società la vita di chi lavora, sia quella di una giovane donna, mamma e operaia, sia quella di un ragazzo, studente diciottenne.
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24 Gen 2022, 10:00
Con la pandemia, i #ricchi sono diventati ancora più ricchi. Non è un complotto, ma la natura stessa di questo #capitalismo brutale.
Come denunciato da Oxfam Italia*: i dieci uomini più ricchi del mondo hanno raddoppiato le loro fortune, mentre i redditi del 99% dellumanità sono diminuiti. 
Da 700 miliardi di dollari a 1,5 trilioni, a un ritmo di 15.000 $ al secondo!
Una ricchezza sei volte superiore a quella dei 3,1 miliardi di persone più povere.

La #disuguaglianza sta contribuendo alla morte di almeno 21.000 persone ogni giorno, per mancanza di accesso allassistenza sanitaria, violenza di genere, fame e crisi climatica. 
La ricchezza dei miliardari è aumentata di più dallinizio del Covid-19 che negli ultimi 14 anni. 
Questa estrema disparità è una forma di violenza, che colpisce soprattutto le donne e le minoranze.
Il problema non è la carenza di denaro, ma la sua distribuzione.
Serve una nuova fiscalità progressiva globale.

Con questo spirito ribadiamo il nostro sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Sinistra Italiana, per introdurre un’imposta progressiva sulle grandi ricchezze, al fine di ridurre le diseguaglianze e investire sulle giovani generazioni. Una proposta che colpirebbe i patrimoni delle persone fisiche solo se superiori ai cinquecentomila euro (eliminando però Imu, imposte sui conti correnti e sui depositi titoli, imposte di bollo). Qui potete trovare ogni informazione e persino firmare con lo SPID: https://ngtax.it/

*#InequalityKills è il documento metodologico che illustra come Oxfam ha calcolato le statistiche nel rapporto: 
https://www.oxfam.org/en/research/inequality-kills

Con la pandemia, i #ricchi sono diventati ancora più ricchi. Non è un complotto, ma la natura stessa di questo #capitalismo brutale.
Come denunciato da Oxfam Italia*: i dieci uomini più ricchi del mondo hanno raddoppiato le loro fortune, mentre i redditi del 99% dell’umanità sono diminuiti.
Da 700 miliardi di dollari a 1,5 trilioni, a un ritmo di 15.000 $ al secondo!
Una ricchezza sei volte superiore a quella dei 3,1 miliardi di persone più povere.

La #disuguaglianza sta contribuendo alla morte di almeno 21.000 persone ogni giorno, per mancanza di accesso all’assistenza sanitaria, violenza di genere, fame e crisi climatica.
La ricchezza dei miliardari è aumentata di più dall’inizio del Covid-19 che negli ultimi 14 anni.
Questa estrema disparità è una forma di violenza, che colpisce soprattutto le donne e le minoranze.
Il problema non è la carenza di denaro, ma la sua distribuzione.
Serve una nuova fiscalità progressiva globale.

Con questo spirito ribadiamo il nostro sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Sinistra Italiana, per introdurre un’imposta progressiva sulle grandi ricchezze, al fine di ridurre le diseguaglianze e investire sulle giovani generazioni. Una proposta che colpirebbe i patrimoni delle persone fisiche solo se superiori ai cinquecentomila euro (eliminando però Imu, imposte sui conti correnti e sui depositi titoli, imposte di bollo). Qui potete trovare ogni informazione e persino firmare con lo SPID: ngtax.it/

*#InequalityKills è il documento metodologico che illustra come Oxfam ha calcolato le statistiche nel rapporto:
www.oxfam.org/en/research/inequality-kills
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20 Gen 2022, 10:38
Mancano pochi giorni! 
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19 Gen 2022, 10:42
Sorge il dubbio che la Giunta autonomista voglia scimmiottare il presidente della Repubblica francese Macron e il suo “Je veux emmerder les non-vaccinés”.

In questi giorni, abbiamo assistito ad una serie di dichiarazioni di diversi politici locali contro i #nonvaccinati.
Il presidente #Lavevaz e gli assessori #Caveri e #Guichardaz hanno inveito contro una parte non insignificante dei loro cittadini, con una rabbia che pare proporzionale, paradossalmente, al grado di impotenza e incapacità dei politici stessi.

Adu Vda è favorevole all’#obbligoVaccinale – meglio se i vaccini fossero riconosciuti come bene pubblico globale e quindi realmente condivisi con il resto del mondo – e alle misure sanitarie di contenimento della #pandemia, ed è molto critica rispetto a chi non si vaccina per mero egoismo individualista o perché seguace di teorie del complotto.
Possiamo comprendere la frustrazione del semplice cittadino o delloperatore sanitario rispetto ai #novax, ma le dichiarazioni dei politicanti, soprattutto se non accompagnate da provvedimenti reali, servono solo a cercare capri espiatori, a creare divisione e a nascondere le #responsabilità del Governo regionale.

Il presidente Lavevaz è lo stesso che in piena pandemia si era inventato una legge autonomista anti #Covid, che occhieggiava proprio ai no vax, salvo poi farsela bocciare dalla Corte costituzionale.
Lassessore Caveri, soprattutto mentre era in vacanza alle Seychelles, non ha saputo preparare la scuola alle prevedibili ondate di contagi e di #DAD. Non ci risultano, inoltre, sue azioni di controllo delle varie scuole parentali promosse da genitori no vax.
Lassessore Guichardaz, che delira su trattamenti speciali per i non vaccinati che si ammalano, dimentica che se la #sanità valdostana non si è fatta trovare pronta alla sfida della pandemia è anche a causa dei tagli e delle politiche sbagliate dei vari assessori alla sanità, da lui sostenuti in questi anni.

Insomma, il Governo regionale smetta di fare tweet, post o comunicati stampa contro i non vaccinati, ma faccia il suo lavoro: rafforzi la sanità pubblica –  ad esempio, togliendo da subito il limite del francese per le nuove assunzioni – riorganizzi la protezione civile e programmi finalmente una scuola adeguata ad affrontare questi tempi difficili.

Sorge il dubbio che la Giunta autonomista voglia scimmiottare il presidente della Repubblica francese Macron e il suo “Je veux emmerder les non-vaccinés”.

In questi giorni, abbiamo assistito ad una serie di dichiarazioni di diversi politici locali contro i #nonvaccinati.
Il presidente #Lavevaz e gli assessori #Caveri e #Guichardaz hanno inveito contro una parte non insignificante dei loro cittadini, con una rabbia che pare proporzionale, paradossalmente, al grado di impotenza e incapacità dei politici stessi.

Adu Vda è favorevole all’#obbligoVaccinale – meglio se i vaccini fossero riconosciuti come bene pubblico globale e quindi realmente condivisi con il resto del mondo – e alle misure sanitarie di contenimento della #pandemia, ed è molto critica rispetto a chi non si vaccina per mero egoismo individualista o perché seguace di teorie del complotto.
Possiamo comprendere la frustrazione del semplice cittadino o dell’operatore sanitario rispetto ai #novax, ma le dichiarazioni dei politicanti, soprattutto se non accompagnate da provvedimenti reali, servono solo a cercare capri espiatori, a creare divisione e a nascondere le #responsabilità del Governo regionale.

Il presidente Lavevaz è lo stesso che in piena pandemia si era inventato una legge autonomista anti #Covid, che occhieggiava proprio ai no vax, salvo poi farsela bocciare dalla Corte costituzionale.
L’assessore Caveri, soprattutto mentre era in vacanza alle Seychelles, non ha saputo preparare la scuola alle prevedibili ondate di contagi e di #DAD. Non ci risultano, inoltre, sue azioni di controllo delle varie scuole parentali promosse da genitori no vax.
L’assessore Guichardaz, che delira su trattamenti speciali per i non vaccinati che si ammalano, dimentica che se la #sanità valdostana non si è fatta trovare pronta alla sfida della pandemia è anche a causa dei tagli e delle politiche sbagliate dei vari assessori alla sanità, da lui sostenuti in questi anni.

Insomma, il Governo regionale smetta di fare tweet, post o comunicati stampa contro i non vaccinati, ma faccia il suo lavoro: rafforzi la sanità pubblica – ad esempio, togliendo da subito il limite del francese per le nuove assunzioni – riorganizzi la protezione civile e programmi finalmente una scuola adeguata ad affrontare questi tempi difficili.
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18 Gen 2022, 10:00
Chi è Silvio Berlusconi?

🥂 Famoso organizzatore di cene eleganti.
🇪🇬 Colui che fece votare in parlamento che Ruby Rubacuori fosse la nipote del dittatore Mubarak.
😏 Amico degli amici, ma soprattutto di Bettino Craxi.
📺 Fondatore della TV spazzatura.
🗞 Editore di Emilio Fede, Vittorio Feltri, Alessandro Sallusti e Augusto Minzolini.
🤢 Ha sdoganato Fini e la Lega.
🇷🇺 Padrone del lettone di Putin.
🤦‍♀️ Insultatore di molte donne, in astratto e in concreto.
🦸🏻‍♂️ Eroe della libertà (parapunzipà) che con grande sprezzo del ridicolo scese in campo nel ’94 per salvarci dalla gioiosa macchina da guerra di Occhetto.
🤘 Colui che fece le corna in una foto ufficiale durante un vertice UE.
👨🏻‍⚖️ Imputato in oltre venti procedimenti giudiziari, di cui molti prescritti grazie alle sue leggi ad personam.
💶 È un conflitto dinteresse vivente, grazie alla sua ricchezza e alle sue attività.
🏖 Disse ai terremotati di prenderla come una vacanza. 
🍽 In piena crisi economica, disse che lui vedeva i ristoranti sempre pieni. 
🍑 Ha dato della culona inchiavabile” ad Angela Merkel. 
🎓 Ha tagliato più soldi alla scuola e che ha letteralmente distrutto al sanità pubblica. 
🚤 Il suo governo ci ha regalato le peggiori leggi in materia di immigrazione e sulle sostanze stupefacenti. 
🤬 Ha detto che Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, mandava solo la gente in vacanza al confino.
👨🏾‍🦲 Si è rivolto ad Obama definendolo giovane, bello e abbronzato.
🚀 Ha trasformato Razzi e Scilipoti in figure centrali della politica.
💰 Fininvest ha finanziato Cosa Nostra ed è stata in rapporti con la mafia, come confermato dalla Cassazione.

E quindi CHIUNQUE (o quasi) tranne lui.

#CèChiDiceNO #Quirinale #Berlusconi 
#PresidenteDellaRepubblica #Costituzione 
#Diritti #Democrazia #Giustizia

Chi è Silvio Berlusconi?

🥂 Famoso organizzatore di cene eleganti.
🇪🇬 Colui che fece votare in parlamento che Ruby Rubacuori fosse la nipote del dittatore Mubarak.
😏 Amico degli amici, ma soprattutto di Bettino Craxi.
📺 Fondatore della TV spazzatura.
🗞 Editore di Emilio Fede, Vittorio Feltri, Alessandro Sallusti e Augusto Minzolini.
🤢 Ha sdoganato Fini e la Lega.
🇷🇺 Padrone del lettone di Putin.
🤦‍♀️ Insultatore di molte donne, in astratto e in concreto.
🦸🏻‍♂️ Eroe della libertà (parapunzipà) che con grande sprezzo del ridicolo scese in campo nel ’94 per salvarci dalla gioiosa macchina da guerra di Occhetto.
🤘 Colui che fece le corna in una foto ufficiale durante un vertice UE.
👨🏻‍⚖️ Imputato in oltre venti procedimenti giudiziari, di cui molti prescritti grazie alle sue leggi ad personam.
💶 È un conflitto d’interesse vivente, grazie alla sua ricchezza e alle sue attività.
🏖 Disse ai terremotati di prenderla come una vacanza.
🍽 In piena crisi economica, disse che lui vedeva i ristoranti sempre pieni.
🍑 Ha dato della "culona inchiavabile” ad Angela Merkel.
🎓 Ha tagliato più soldi alla scuola e che ha letteralmente distrutto al sanità pubblica.
🚤 Il suo governo ci ha regalato le peggiori leggi in materia di immigrazione e sulle sostanze stupefacenti.
🤬 Ha detto che Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, mandava solo la gente in vacanza al confino.
👨🏾‍🦲 Si è rivolto ad Obama definendolo giovane, bello e abbronzato.
🚀 Ha trasformato Razzi e Scilipoti in figure centrali della politica.
💰 Fininvest ha finanziato Cosa Nostra ed è stata in rapporti con la mafia, come confermato dalla Cassazione.

E quindi CHIUNQUE (o quasi) tranne lui.

#CèChiDiceNO #Quirinale #Berlusconi
#PresidenteDellaRepubblica #Costituzione
#Diritti #Democrazia #Giustizia
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17 Gen 2022, 10:00
In che mani finirà l’eredità politica di David #Sassoli? Il suo ruolo nell’istituzione europea è coinciso con l’avvento dei #populismi, delle divisioni tra Stati che hanno portato alla ferita della #Brexit, dell’innalzamento di nuovi muri e fili spinati contro profughi e migranti, dell’aggravarsi delle #disuguaglianze economiche e sociali, della speculazione finanziaria che si insinua nella crisi originata dalla pandemia.    
Credeva nei valori fondanti dell’#Europa unita, di una Europa dei #Popoli e una volta ha detto: 

“Sono particolarmente preoccupato dal fatto che i nostri #valori siano ora, più che mai, minacciati in tutto il mondo. La disinformazione sta guadagnando terreno. Populismo, nazionalismo, xenofobia e autoritarismo hanno trovato sostenitori in ampi settori della società globale. I fautori di queste ideologie hanno usato la pandemia come pretesto per minare lo stato di diritto e la democrazia e aumentare le tendenze autoritarie. Dobbiamo essere onesti con noi stessi: i valori che ci stanno a cuore non sono indistruttibili. Ed è per questo che dobbiamo dedicare tutta la nostra energia e determinazione a salvaguardarli”.

Oggi è ormai chiaro che la #pandemia avrà importanti conseguenze a lungo termine. Le basi stesse dell’Unione Europea e la sua integrazione vengono messe in discussione. 
Vari scenari all’orizzonte: Il primo è un possibile ritorno all’ortodossia neoliberale, un po’ come è avvenuto nella crisi del 2008, quando l’Europa è tornata ancora più radicalmente ai fondamentali neoliberisti, anche se sembra improbabile stressare ulteriormente la condizione economica media di famiglie e (piccole) imprese. Eppure le reazioni di alcune grandi organizzazioni imprenditoriali e dei servizi puntano proprio, ignorandole,  in questa direzione.

Il secondo è il modello cinese, in base al quale ci si indirizza verso un controllo statale più autoritario verso la popolazione con nuovi mezzi basati sull’intelligenza artificiale, con restrizioni talvolta imposte alle libertà fondamentali in cambio di una sensazione di sicurezza e di protezione. Il fatto che questa crisi sanitaria possa essere ricorrente apre possibilità a governi più autoritari, come ad esempio in Ungheria e Polonia, per affermarsi come garanti della sicurezza dei loro cittadini. Questa ipotesi va di pari passo con la frammentazione globale, una sorta di “deglobalizzazione” più o meno radicale. 

Il terzo è un ritorno alla crescita a qualsiasi prezzo, con un recupero dei consumi senza alcuna considerazione per l’ambiente, che avrebbe ovviamente un impatto positivo sugli indicatori economici convenzionali (come il prodotto interno lordo) ma avrebbe importanti conseguenze negative a lungo termine. Se i consumi non dovessero riprendere, gli appelli per un loro recupero darebbero un nuovo slancio alle richieste di un minore rispetto delle preoccupazioni ambientali e di una ulteriore e maggiore “flessibilità” nel mercato del lavoro a spese dei lavoratori. 

Infine, un quarto scenario vede l’accelerazione della transizione ecologica e un rapido ripensamento del nostro modello di #sviluppo, con un ritorno ai servizi pubblici, ai beni comuni e alla solidarietà nel cuore dell’economia e degli affari sociali. La domanda chiave è se si potrà affermare una sorta di protezionismo cooperativo, piuttosto che uno di tipo antagonista. 

La strada della successione di Sassoli sembra spianata per la maltese Roberta Metsola del PPE, nessun buon auspicio.

In che mani finirà l’eredità politica di David #Sassoli? Il suo ruolo nell’istituzione europea è coinciso con l’avvento dei #populismi, delle divisioni tra Stati che hanno portato alla ferita della #Brexit, dell’innalzamento di nuovi muri e fili spinati contro profughi e migranti, dell’aggravarsi delle #disuguaglianze economiche e sociali, della speculazione finanziaria che si insinua nella crisi originata dalla pandemia.
Credeva nei valori fondanti dell’#Europa unita, di una Europa dei #Popoli e una volta ha detto:

“Sono particolarmente preoccupato dal fatto che i nostri #valori siano ora, più che mai, minacciati in tutto il mondo. La disinformazione sta guadagnando terreno. Populismo, nazionalismo, xenofobia e autoritarismo hanno trovato sostenitori in ampi settori della società globale. I fautori di queste ideologie hanno usato la pandemia come pretesto per minare lo stato di diritto e la democrazia e aumentare le tendenze autoritarie. Dobbiamo essere onesti con noi stessi: i valori che ci stanno a cuore non sono indistruttibili. Ed è per questo che dobbiamo dedicare tutta la nostra energia e determinazione a salvaguardarli”.

Oggi è ormai chiaro che la #pandemia avrà importanti conseguenze a lungo termine. Le basi stesse dell’Unione Europea e la sua integrazione vengono messe in discussione.
Vari scenari all’orizzonte: Il primo è un possibile ritorno all’ortodossia neoliberale, un po’ come è avvenuto nella crisi del 2008, quando l’Europa è tornata ancora più radicalmente ai fondamentali neoliberisti, anche se sembra improbabile stressare ulteriormente la condizione economica media di famiglie e (piccole) imprese. Eppure le reazioni di alcune grandi organizzazioni imprenditoriali e dei servizi puntano proprio, ignorandole, in questa direzione.

Il secondo è il modello cinese, in base al quale ci si indirizza verso un controllo statale più autoritario verso la popolazione con nuovi mezzi basati sull’intelligenza artificiale, con restrizioni talvolta imposte alle libertà fondamentali in cambio di una sensazione di sicurezza e di protezione. Il fatto che questa crisi sanitaria possa essere ricorrente apre possibilità a governi più autoritari, come ad esempio in Ungheria e Polonia, per affermarsi come garanti della sicurezza dei loro cittadini. Questa ipotesi va di pari passo con la frammentazione globale, una sorta di “deglobalizzazione” più o meno radicale.

Il terzo è un ritorno alla crescita a qualsiasi prezzo, con un recupero dei consumi senza alcuna considerazione per l’ambiente, che avrebbe ovviamente un impatto positivo sugli indicatori economici convenzionali (come il prodotto interno lordo) ma avrebbe importanti conseguenze negative a lungo termine. Se i consumi non dovessero riprendere, gli appelli per un loro recupero darebbero un nuovo slancio alle richieste di un minore rispetto delle preoccupazioni ambientali e di una ulteriore e maggiore “flessibilità” nel mercato del lavoro a spese dei lavoratori.

Infine, un quarto scenario vede l’accelerazione della transizione ecologica e un rapido ripensamento del nostro modello di #sviluppo, con un ritorno ai servizi pubblici, ai beni comuni e alla solidarietà nel cuore dell’economia e degli affari sociali. La domanda chiave è se si potrà affermare una sorta di protezionismo cooperativo, piuttosto che uno di tipo antagonista.

La strada della successione di Sassoli sembra spianata per la maltese Roberta Metsola del PPE, nessun buon auspicio.
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13 Gen 2022, 10:00
«I segni dei tempi ci dicono che le nostre società sono pervase da forti ondate di disgusto, immense delusioni, istituzioni che non vengono riconosciute come la casa comune in cui garantire le nostre libertà. Ma l’#Europa, non dimentichiamolo, è il suo diritto»

RIP #DavidSassoli 
🇪🇺

«I segni dei tempi ci dicono che le nostre società sono pervase da forti ondate di disgusto, immense delusioni, istituzioni che non vengono riconosciute come la casa comune in cui garantire le nostre libertà. Ma l’#Europa, non dimentichiamolo, è il suo diritto»

RIP #DavidSassoli
🇪🇺
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11 Gen 2022, 9:27
In un incontro fra delegazioni delle organizzazioni politiche Area Democratica, Adu Vda, Movimento 5 Stelle e Rete Civica è stata fatta una valutazione in merito alla prossima elezione del #Presidente della Repubblica e del delegato regionale valdostano che, insieme alla deputata Elisa Tripodi e al senatore Albert Lanièce, farà parte dei grandi elettori che sceglieranno il nuovo Presidente.
 
È stata condivisa la valutazione che, dopo oltre settanta anni di presidenze maschili, sia questo il momento opportuno per dare finalmente un segnale forte e per fare in modo che larticolo 51 della Costituzione, che afferma la parità di genere nellaccesso alle cariche pubbliche, trovi finalmente realizzazione nella carica più rappresentativa dello Stato italiano. Lindicazione comune è quindi di operare attivamente per lelezione di una #donna alla Presidenza della Repubblica, come richiesto anche dallappello lanciato da Dacia Maraini e da tante donne della cultura e dello spettacolo.
 
Una donna #custode della Costituzione #antifascista, dell#unità del Paese e #garante delle #Istituzioni, comprese quelle locali, dei diritti della persona, del lavoro, della tutela dell’ambiente e del progetto dintegrazione europea. Autorevole per il percorso compiuto, senza zone dombra rispetto alle leggi della Repubblica.
Ricordando che per pregiudizio maschile alle donne si chiede sempre di più, riteniamo che siano molte le donne candidabili e adeguate alla carica. Probabilmente, più degli uomini.

In un Paese normale non dovrebbero esistere distinzioni legate al genere ma l’Italia è un paese dove il tasso di femminicidi rappresenta più del 40% degli omicidi commessi, dove non esiste parità salariale e dove le donne vengono ancora concepite come “il genere” destinato alla cura della casa e della famiglia.
 
Nellincontro è stato affrontato anche il tema del grande elettore che deve essere scelto dal Consiglio regionale. Anche in questo caso la scelta in passato non è mai caduta su una donna, occorre dunque innovare e spezzare questo tabù. Larticolo 83 della Costituzione afferma che alla Valle dAosta spetta un delegato e lascia totale libertà di scelta al Consiglio regionale. Prassi vuole che sia un Consigliere regionale, ma anche questo non è un obbligo. Si può innovare, come suggerito autorevolmente anche da altre Regioni, e soprattutto va scelta una delegata. Un gesto molto significativo in una Regione in cui finora la partecipazione politica delle donne è stata particolarmente compressa. Un segnale di discontinuità con il patriarcato e di vicinanza a quella parte di società che più di altre è stata colpita dalla crisi sanitaria ed economica.

Area Democratica-Gauche Autonomiste
Ambiente Diritti Uguaglianza - Valle d’Aosta
Movimento 5 Stelle Valle dAosta
Rete Civica Valle dAosta

In un incontro fra delegazioni delle organizzazioni politiche Area Democratica, Adu Vda, Movimento 5 Stelle e Rete Civica è stata fatta una valutazione in merito alla prossima elezione del #Presidente della Repubblica e del delegato regionale valdostano che, insieme alla deputata Elisa Tripodi e al senatore Albert Lanièce, farà parte dei grandi elettori che sceglieranno il nuovo Presidente.

È stata condivisa la valutazione che, dopo oltre settanta anni di presidenze maschili, sia questo il momento opportuno per dare finalmente un segnale forte e per fare in modo che l’articolo 51 della Costituzione, che afferma la parità di genere nell’accesso alle cariche pubbliche, trovi finalmente realizzazione nella carica più rappresentativa dello Stato italiano. L’indicazione comune è quindi di operare attivamente per l’elezione di una #donna alla Presidenza della Repubblica, come richiesto anche dall’appello lanciato da Dacia Maraini e da tante donne della cultura e dello spettacolo.

Una donna #custode della Costituzione #antifascista, dell’#unità del Paese e #garante delle #Istituzioni, comprese quelle locali, dei diritti della persona, del lavoro, della tutela dell’ambiente e del progetto d’integrazione europea. Autorevole per il percorso compiuto, senza zone d’ombra rispetto alle leggi della Repubblica.
Ricordando che per pregiudizio maschile alle donne si chiede sempre di più, riteniamo che siano molte le donne candidabili e adeguate alla carica. Probabilmente, più degli uomini.

In un Paese normale non dovrebbero esistere distinzioni legate al genere ma l’Italia è un paese dove il tasso di femminicidi rappresenta più del 40% degli omicidi commessi, dove non esiste parità salariale e dove le donne vengono ancora concepite come “il genere” destinato alla cura della casa e della famiglia.

Nell’incontro è stato affrontato anche il tema del grande elettore che deve essere scelto dal Consiglio regionale. Anche in questo caso la scelta in passato non è mai caduta su una donna, occorre dunque innovare e spezzare questo tabù. L’articolo 83 della Costituzione afferma che alla Valle d’Aosta spetta un delegato e lascia totale libertà di scelta al Consiglio regionale. Prassi vuole che sia un Consigliere regionale, ma anche questo non è un obbligo. Si può innovare, come suggerito autorevolmente anche da altre Regioni, e soprattutto va scelta una delegata. Un gesto molto significativo in una Regione in cui finora la partecipazione politica delle donne è stata particolarmente compressa. Un segnale di discontinuità con il patriarcato e di vicinanza a quella parte di società che più di altre è stata colpita dalla crisi sanitaria ed economica.

Area Democratica-Gauche Autonomiste
Ambiente Diritti Uguaglianza – Valle d’Aosta
Movimento 5 Stelle Valle d’Aosta
Rete Civica Valle d’Aosta
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10 Gen 2022, 10:16
Lunedì ricominceranno le scuole in un clima di totale incertezza, tra contagi impazziti, tracciamento inesistente, classi senza insegnanti, scuole promesse ma ancora in cantiere e regole sempre più complesse. 

E in tutto questo pandemonio Twitter ci regala questa immagine paradisiaca.

#Vabbè (cit.). Speriamo che sia solo una foto d’archivio.

#Caveri

Lunedì ricominceranno le scuole in un clima di totale incertezza, tra contagi impazziti, tracciamento inesistente, classi senza insegnanti, scuole promesse ma ancora in cantiere e regole sempre più complesse.

E in tutto questo pandemonio Twitter ci regala questa immagine paradisiaca.

#Vabbè (cit.). Speriamo che sia solo una foto d’archivio.

#Caveri
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08 Gen 2022, 10:00
“Sembrava il treno anchesso un mito di progresso…”
Si narra che Guccini abbia composto “La locomotiva” in pochi minuti, di getto.
La vicenda ferroviaria valdostana, invece, è molto più tribolata e mostra ferite cocenti: una regione a vocazione turistica quasi tagliata fuori dal mondo… Pur tralasciando il faticoso collegamento su rotaia, mancano transfer rapidi verso i principali aeroporti (non pervenuto quello locale); un capoluogo dove una faraonica – e già in manutenzione – cittadella universitaria dovrebbe forse popolarsi di studenti calati da elicottero; un territorio disperso, per naturale morfologia, senza navette dalle stazioni ai paesi. 

È  surreale dover ancora tornare sul tema, eppure qui l’attenzione va a nuovi impianti sciistici intervallivi e a fantomatici treni a idrogeno, nonostante la possibilità finalmente reale dell’elettrificazione. Sveglia!
“La storia ci racconta come finì la corsa: la macchina deviata lungo una linea morta”.

2016: il Comitato Vda Riparte, 7.400 firme raccolte, ha ottenuto che venisse approvata la L.R. n. 22, con lunanimità del Consiglio regionale, che contiene anche le basi per un Piano regionale complessivo dei trasporti. Prevede lelettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, la riapertura della tratta Aosta-P.S.Didier e il prolungamento dei binari fino a Courmayeur, più tanto altro per migliorare la mobilità pubblica in generale.

2017: viene sottoscritto lAccordo Quadro fra Regione e Rete Ferroviaria Italiana.

2019: approvato Programma strategico degli interventi e Studio preliminare per link con Courmayeur.

2020: avviata progettazione definitiva dell’elettrificazione e di fattibilità tecnico economica dei lavori per la riapertura della Aosta-P.S.Didier, affidate a Italfer.

2021: su queste basi è stato possibile ottenere linserimento della elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta nel PNRR. Lopera ha quindi totale copertura finanziaria e tempistica definita perché le opere del PNRR devono concludersi entro il 2026.

Banalmente, i valdostani si sono mossi, anche il governo regionale dovrebbe darsi da fare.

“Sembrava il treno anch’esso un mito di progresso…”
Si narra che Guccini abbia composto “La locomotiva” in pochi minuti, di getto.
La vicenda ferroviaria valdostana, invece, è molto più tribolata e mostra ferite cocenti: una regione a vocazione turistica quasi tagliata fuori dal mondo… Pur tralasciando il faticoso collegamento su rotaia, mancano transfer rapidi verso i principali aeroporti (non pervenuto quello locale); un capoluogo dove una faraonica – e già in manutenzione – cittadella universitaria dovrebbe forse popolarsi di studenti calati da elicottero; un territorio disperso, per naturale morfologia, senza navette dalle stazioni ai paesi.

È surreale dover ancora tornare sul tema, eppure qui l’attenzione va a nuovi impianti sciistici intervallivi e a fantomatici treni a idrogeno, nonostante la possibilità finalmente reale dell’elettrificazione. Sveglia!
“La storia ci racconta come finì la corsa: la macchina deviata lungo una linea morta”.

2016: il Comitato Vda Riparte, 7.400 firme raccolte, ha ottenuto che venisse approvata la L.R. n. 22, con l’unanimità del Consiglio regionale, che contiene anche le basi per un Piano regionale complessivo dei trasporti. Prevede l’elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, la riapertura della tratta Aosta-P.S.Didier e il prolungamento dei binari fino a Courmayeur, più tanto altro per migliorare la mobilità pubblica in generale.

2017: viene sottoscritto l’Accordo Quadro fra Regione e Rete Ferroviaria Italiana.

2019: approvato Programma strategico degli interventi e Studio preliminare per link con Courmayeur.

2020: avviata progettazione definitiva dell’elettrificazione e di fattibilità tecnico economica dei lavori per la riapertura della Aosta-P.S.Didier, affidate a Italfer.

2021: su queste basi è stato possibile ottenere l’inserimento della elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta nel PNRR. L’opera ha quindi totale copertura finanziaria e tempistica definita perché le opere del PNRR devono concludersi entro il 2026.

Banalmente, i valdostani si sono mossi, anche il governo regionale dovrebbe darsi da fare.
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07 Gen 2022, 10:00
Viene varato uno dei decreti più drastici degli ultimi due anni di #pandemia e Mario #Draghi si volatilizza. Sempre più Mago di Oz, #fantasma, entità astratta, sempre meno presidente del Consiglio dei Ministri.
Draghi rivela la sua vera natura: super mega direttore galattico dell’azienda Italia, che manda i suoi sottoposti (tra l’altro visibilmente provati) a declamare le grida al popolo, in mezzo alla strada. 
Se queste sono le prove generali per il Colle, siamo messi bene...

Viene varato uno dei decreti più drastici degli ultimi due anni di #pandemia e Mario #Draghi si volatilizza. Sempre più Mago di Oz, #fantasma, entità astratta, sempre meno presidente del Consiglio dei Ministri.
Draghi rivela la sua vera natura: super mega direttore galattico dell’azienda Italia, che manda i suoi sottoposti (tra l’altro visibilmente provati) a declamare le grida al popolo, in mezzo alla strada.
Se queste sono le prove generali per il Colle, siamo messi bene…
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06 Gen 2022, 10:00
Adu Vda condivide lappello promosso, tra le altre, da Dacia Maraini: “è arrivato il tempo di eleggere una #donna”, una Presidente della Repubblica.
Un segnale di discontinuità con il patriarcato, oltre che un altro valido motivo per rigettare, come irricevibile, la candidatura di Silvio Berlusconi.
Vogliamo una custode della Costituzione antifascista, delle Istituzioni. Rispetto ai nomi, abbiamo solo limbarazzo della scelta: Anna Finocchiaro, Livia Turco, Luciana Castellina, Rosy Bindi, solo per fare qualche esempio.
Lauspicio, naturalmente, è che anche i parlamentari e il delegato valdostani condividano questa proposta di cambiamento e di uguaglianza.

#PresidentedellaRepubblica

Adu Vda condivide l’appello promosso, tra le altre, da Dacia Maraini: “è arrivato il tempo di eleggere una #donna”, una Presidente della Repubblica.
Un segnale di discontinuità con il patriarcato, oltre che un altro valido motivo per rigettare, come irricevibile, la candidatura di Silvio Berlusconi.
Vogliamo una custode della Costituzione antifascista, delle Istituzioni. Rispetto ai nomi, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: Anna Finocchiaro, Livia Turco, Luciana Castellina, Rosy Bindi, solo per fare qualche esempio.
L’auspicio, naturalmente, è che anche i parlamentari e il delegato valdostani condividano questa proposta di cambiamento e di uguaglianza.

#PresidentedellaRepubblica
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04 Gen 2022, 10:15
Nel suo primo discorso al Senato, #Draghi aveva inserito tra le #priorità dell’azione del nuovo Governo una #riformafiscale complessiva, ricorrendo al famoso brocardo: “È tempo di dare, non di prendere”. Per mesi abbiamo sentito raccontare che si sarebbe trattato di una riforma progressiva, come previsto dalla Costituzione. Uscita la bozza della riforma, è stato un coro di applausi. “I principali beneficiari della riforma fiscale sono i pensionati e i lavoratori a reddito medio-basso, ha garantito Draghi ancora durante la conferenza stampa di fine anno. Le simulazioni del Ministero del Tesoro, che accreditavano questa narrazione, sono state brandite per delegittimare l’azione di CGIL e UIL, che con lo sciopero del 16 dicembre avevano osato mettere in discussione le gesta del nostro (improbabile) Draghi-Robin Hood. 

Ora, per fortuna, i veri dati iniziano a emergere. Uno studio dell’Ufficio parlamentare di bilancio ha evidenziato come a guadagnare sarà chi ha un reddito alto. 
Pochi giorni fa la CGIL ha pubblicato una nuova analisi che contempla gli effetti sia della riforma delle aliquote sia di misure come la decontribuzione nel 2022 e l’assegno unico per figli fino a 21 anni smentendo le simulazioni fuorvianti del Governo. La riforma premia le fasce di reddito superiori ai 40 mila euro, dedicando alle altre (l’85% dei lavoratori e pensionati ha un reddito al di sotto di questa soglia) benefici irrisori in termini assoluti e relativi. 

Agli esponenti del centrosinistra di governo, pronti a immolarsi per “riforme” come questa, vorremmo ricordare le parole di Einaudi, che nel 1944 invitava a riflettere sul diverso valore che assumevano le medesime dieci lire se usate per acquistare un piatto di minestra o per assicurarsi un posto a teatro. 

A chi non ha problemi a procurarsi il pane l’erario dovrebbe chiedere di più. Non a caso un altro liberale, Visentini, nel 1973 introdusse un fisco a 32 #scaglioni. Poi iniziò il cammino inverso. 
La pandemia non è servita a farci riprendere la strada giusta.

Nel suo primo discorso al Senato, #Draghi aveva inserito tra le #priorità dell’azione del nuovo Governo una #riformafiscale complessiva, ricorrendo al famoso brocardo: “È tempo di dare, non di prendere”. Per mesi abbiamo sentito raccontare che si sarebbe trattato di una riforma progressiva, come previsto dalla Costituzione. Uscita la bozza della riforma, è stato un coro di applausi. “I principali beneficiari della riforma fiscale sono i pensionati e i lavoratori a reddito medio-basso", ha garantito Draghi ancora durante la conferenza stampa di fine anno. Le simulazioni del Ministero del Tesoro, che accreditavano questa narrazione, sono state brandite per delegittimare l’azione di CGIL e UIL, che con lo sciopero del 16 dicembre avevano osato mettere in discussione le gesta del nostro (improbabile) Draghi-Robin Hood.

Ora, per fortuna, i veri dati iniziano a emergere. Uno studio dell’Ufficio parlamentare di bilancio ha evidenziato come a guadagnare sarà chi ha un reddito alto.
Pochi giorni fa la CGIL ha pubblicato una nuova analisi che contempla gli effetti sia della riforma delle aliquote sia di misure come la decontribuzione nel 2022 e l’assegno unico per figli fino a 21 anni smentendo le simulazioni fuorvianti del Governo. La riforma premia le fasce di reddito superiori ai 40 mila euro, dedicando alle altre (l’85% dei lavoratori e pensionati ha un reddito al di sotto di questa soglia) benefici irrisori in termini assoluti e relativi.

Agli esponenti del centrosinistra di governo, pronti a immolarsi per “riforme” come questa, vorremmo ricordare le parole di Einaudi, che nel 1944 invitava a riflettere sul diverso valore che assumevano le medesime dieci lire se usate per acquistare un piatto di minestra o per assicurarsi un posto a teatro.

A chi non ha problemi a procurarsi il pane l’erario dovrebbe chiedere di più. Non a caso un altro liberale, Visentini, nel 1973 introdusse un fisco a 32 #scaglioni. Poi iniziò il cammino inverso.
La pandemia non è servita a farci riprendere la strada giusta.
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03 Gen 2022, 10:00
Una delegazione di #AduVda parteciperà allevento con Marco Cappato organizzata dal Comitato Eutanasia Legale VDA. 
Invitiamo tutti a partecipare dal vivo o online a questa importante serata, che lancerà la volata per il refendendum. 

#eutanasialegale

Una delegazione di #AduVda parteciperà all’evento con Marco Cappato organizzata dal Comitato Eutanasia Legale VDA.
Invitiamo tutti a partecipare dal vivo o online a questa importante serata, che lancerà la volata per il refendendum.

#eutanasialegale
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31 Dic 2021, 10:00
Condividiamo, con preoccupazione, la critica di Sinistra Italiana. Ancora una volta concordiamo con la loro visione.

Il #no al bonus psicologo è uno schiaffo inaccettabile.

#aduvda
#bonuspsicologo

Condividiamo, con preoccupazione, la critica di Sinistra Italiana. Ancora una volta concordiamo con la loro visione.

Il #no al bonus psicologo è uno schiaffo inaccettabile.

#aduvda
#bonuspsicologoHanno approvato il bonus rubinetto, il bonus monopattino, il bonus terme e il bonus zanzariera.
Il bonus psicologo? Bocciato. Non sono riusciti a reperire i €50 milioni di fondi, hanno spiegato. Fondi che, evidentemente, hanno trovato per i bonus di cui sopra.

Il tema della salute mentale si conferma essere il grande assente nel dibattito e nelle priorità della politica. Il disagio psichico viene sottovalutato e il benessere mentale è subordinato al sistema produttivo neoliberista.

Non è possibile continuare così. Il disagio psicologico era già grave prima della pandemia, e la situazione si è aggravata negli ultimi due anni. I casi di depressione, di ansia e di istinti suicidi sono aumentati.

La Fondazione Italia in Salute ha lanciato l’allarme: oltre il 40% dei giovani avverte disturbi psicologici. E la politica cosa fa? Boccia il bonus psicologo, che avrebbe costituito un aiuto economico a chi è tagliato fuori dall’accesso ai servizi di supporto psicologico per il costo proibitivo.

Una maggioranza parlamentare che dunque ha ritenuto corretto fornire aiuti economici per rubinetti e zanzariere, ma non per assicurare il diritto alla salute.
Chiaramente, non basta un bonus. Servono investimenti sul servizio sanitario nazionale per garantire un supporto psicologico a tutti e tutte ed istituire la figura del psicoterapeuta di base.

Tuttavia il bonus psicologo avrebbe costituito una misura per tamponare la crisi. Non sono riusciti ad approvare nemmeno quello.

Giovani e classi svantaggiate subiscono il peso di un sistema economico che si regge su sfruttamento ed alienazione. Il rischio di sviluppare una psicopatologia è legato a doppio filo con il sistema ipercapitalistico, intriso di competizione sfrenata e aspettative irrealizzabili.

Non è questo il modello di società che vogliamo. Serve agire affinché tutti e tutte abbiano accesso al supporto psicologico, e lottare per cambiare le premesse economiche, sociali e culturali del sistema in cui viviamo.

Unione dei Giovani di Sinistra

#Ugs #SinistraItaliana #SaluteMentale #MentalHealth #BonusPsicologo #Salute #Giovani #Capitalismo #Psicologo #Pandemia
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30 Dic 2021, 20:00
Volevamo chiudere in positivo l’anno.
La notizia che il comune di #Aosta oggi, 30 dicembre approverà il #bilancio preventivo è una buona notizia di per sé. Approvare il bilancio preventivo entro la fine dell’anno solare in corso vuol dire avere a disposizione tutte le risorse per gli investimenti a partire da gennaio e non andare in esercizio provvisorio, dove si spendono i soldi per dodicesimi (in pratica per stipendi e poco più), dove la programmazione slitta a primavera e quindi si deve sempre intervenire con pesanti variazioni di bilancio, che sono la negazione della programmazione. 

Ad Aosta non accadeva dall’approvazione per il triennio 2013/2015, come ben sa il consigliere leghista Giordano, allora sindaco. Un plauso alla vicesindaca #Borre, assessora al Bilancio, per essere riuscita dove anche il blasonato attuale assessore alle finanze regionale, a suo tempo, aveva fallito (occhio in Regione). Sul merito del bilancio ancora non entriamo, se per le critiche dovessimo basarci su quanto emerso finora dalla minoranza, parrebbe di essere in un mondo meraviglioso per quanto sono blande… Seguiremo il dibattito e vi terremo aggiornati.

Volevamo chiudere con una notizia positiva come in effetti è, ma non possiamo non sottolinearne con rammarico un’altra:  il voto del comune di Aosta per il parere #Celva sulla proposta di legge sulle #discariche, necessaria a colmare un vuoto normativo enorme, un primo, insufficiente ma  necessario passo per impedire la proliferazione di discariche di materiali di dubbia provenienza sul territorio regionale: seppure non decisivo per il risultato, il sindaco di Aosta si è astenuto (che è come votare contro). Le motivazioni dell’organo dei sindaci sono state “fantasiose”, francamente non ci aspettavamo dal comune capoluogo una resa tale alla maggioranza regionale pro discariche, pro scempi ambientali, pro scempi urbanistici! 
Volevamo, non abbiamo potuto. Anche oggi all’#ambiente, alla #salute, al #benessere ci pensiamo domani.

Volevamo chiudere in positivo l’anno.
La notizia che il comune di #Aosta oggi, 30 dicembre approverà il #bilancio preventivo è una buona notizia di per sé. Approvare il bilancio preventivo entro la fine dell’anno solare in corso vuol dire avere a disposizione tutte le risorse per gli investimenti a partire da gennaio e non andare in esercizio provvisorio, dove si spendono i soldi per dodicesimi (in pratica per stipendi e poco più), dove la programmazione slitta a primavera e quindi si deve sempre intervenire con pesanti variazioni di bilancio, che sono la negazione della programmazione.

Ad Aosta non accadeva dall’approvazione per il triennio 2013/2015, come ben sa il consigliere leghista Giordano, allora sindaco. Un plauso alla vicesindaca #Borre, assessora al Bilancio, per essere riuscita dove anche il blasonato attuale assessore alle finanze regionale, a suo tempo, aveva fallito (occhio in Regione). Sul merito del bilancio ancora non entriamo, se per le critiche dovessimo basarci su quanto emerso finora dalla minoranza, parrebbe di essere in un mondo meraviglioso per quanto sono blande… Seguiremo il dibattito e vi terremo aggiornati.

Volevamo chiudere con una notizia positiva come in effetti è, ma non possiamo non sottolinearne con rammarico un’altra: il voto del comune di Aosta per il parere #Celva sulla proposta di legge sulle #discariche, necessaria a colmare un vuoto normativo enorme, un primo, insufficiente ma necessario passo per impedire la proliferazione di discariche di materiali di dubbia provenienza sul territorio regionale: seppure non decisivo per il risultato, il sindaco di Aosta si è astenuto (che è come votare contro). Le motivazioni dell’organo dei sindaci sono state “fantasiose”, francamente non ci aspettavamo dal comune capoluogo una resa tale alla maggioranza regionale pro discariche, pro scempi ambientali, pro scempi urbanistici!
Volevamo, non abbiamo potuto. Anche oggi all’#ambiente, alla #salute, al #benessere ci pensiamo domani.
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30 Dic 2021, 10:00
Valle d’Aosta: terra di castelli e animali mitologici. Animali, al plurale, perché il Dahu non regna più solo e incontrastato nel reame fatato de notra tera. Dopo anni di avvistamenti è finalmente stato classificato il #baccegaleonte. Questo animale fantastico, come il camaleonte si mimetizza, ma a differenza del suo più banale cugino, il baccegaleonte vive nella giungla politica, dove schiva con maestria ogni ideale politico, con il solo chiaro obiettivo della sopravvivenza a ogni stagione, cambiando la sua coloratissima livrea per mimetizzarsi nell’aula di piazza Deffeyes.

Ed è così che abbiamo avvistato questo raro esemplare dapprima in Fédération Autonomiste, poi in Stella Alpina, Union Valdôtaine, Pour lAutonomie e infine nell’azzurrissima Forza Italia accanto a Emily Rini, campionessa di funambolismo destrorso. 

Il #trasformismo è il grande male della politica italiana, lo sottolineava già il grande Gramsci dal carcere in cui il fascismo ha fatto passare la vita al più grande storico e intellettuale del nostro martoriato paese. 
Ma chissà cosa direbbe Gramsci dopo un viaggio alla scoperta dell’isola felice valdostana? Qui il trasformismo è eretto a sistema e tanti sono i maestri e pure i discepoli, entrambi davvero dotati a giudicare dal loro radicamento nella più alta Istituzione locale. 

#ridiamopernonpiangere

Valle d’Aosta: terra di castelli e animali mitologici. Animali, al plurale, perché il Dahu non regna più solo e incontrastato nel reame fatato de notra tera. Dopo anni di avvistamenti è finalmente stato classificato il #baccegaleonte. Questo animale fantastico, come il camaleonte si mimetizza, ma a differenza del suo più banale cugino, il baccegaleonte vive nella giungla politica, dove schiva con maestria ogni ideale politico, con il solo chiaro obiettivo della sopravvivenza a ogni stagione, cambiando la sua coloratissima livrea per mimetizzarsi nell’aula di piazza Deffeyes.

Ed è così che abbiamo avvistato questo raro esemplare dapprima in Fédération Autonomiste, poi in Stella Alpina, Union Valdôtaine, Pour l’Autonomie e infine nell’azzurrissima Forza Italia accanto a Emily Rini, campionessa di funambolismo destrorso.

Il #trasformismo è il grande male della politica italiana, lo sottolineava già il grande Gramsci dal carcere in cui il fascismo ha fatto passare la vita al più grande storico e intellettuale del nostro martoriato paese.
Ma chissà cosa direbbe Gramsci dopo un viaggio alla scoperta dell’isola felice valdostana? Qui il trasformismo è eretto a sistema e tanti sono i maestri e pure i discepoli, entrambi davvero dotati a giudicare dal loro radicamento nella più alta Istituzione locale.

#ridiamopernonpiangere
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29 Dic 2021, 10:00
“Almeno fino a quando non si rivedrà il #Concordato Stato e Chiesa, Cavour era più moderno dell’Italia attuale.” Questo è l’incipit di un’intensa riflessione del filosofo Emanuele Severino sull’ambiguità, tutta italiana, dei rapporti #Stato / #Chiesa, particolarmente feroce sotto il regime totalitario fascista, ma poi mai del tutto superata, tanto meno dall’Accordo di revisione dei Patti lateranensi, firmato nel 1984. 
Alla luce di questa ormai secolare e pruriginosa commistione, stupisce maggiormente la decisione governativa di non richiedere alcun #greenpass ai fedeli che ancora frequentano le chiese (soprattutto anziani e dunque maggiormente a rischio), come se bastasse la benedizione divina a scongiurare la diffusione dei contagi.

Questo atteggiamento di #sottomissione dello Stato rispetto alle richieste oltre Tevere (candidamente ammesso dal sottosegretario alla Salute Costa) è inspiegabile nella sua pericolosità, ma anche inaccettabile il silenzio da parte della CEI e della comunità cattolica tutta: riecheggia forte nelle navate delle chiese l’antica domanda biblica di Caino nei confronti del fratello Abele “Sono forse io il custode di mio fratello?”. 
E dai sagrati si diffonde nel mondo un irricevibile messaggio di irresponsabilità collettiva, durante una pandemia che non ha ancora smesso di crocifiggere l’umanità. 
“I care” diceva don Milani. Mi vaccino per il bene di tutti e mostro il green pass manifestando grande favore in ogni luogo pubblico, chiese comprese. 
Naturalmente, la stessa “laicità sanitaria” dovrebbe essere fatta valere dallo Stato anche per i riti pubblici delle altre religioni.

“Almeno fino a quando non si rivedrà il #Concordato Stato e Chiesa, Cavour era più moderno dell’Italia attuale.” Questo è l’incipit di un’intensa riflessione del filosofo Emanuele Severino sull’ambiguità, tutta italiana, dei rapporti #Stato / #Chiesa, particolarmente feroce sotto il regime totalitario fascista, ma poi mai del tutto superata, tanto meno dall’Accordo di revisione dei Patti lateranensi, firmato nel 1984.
Alla luce di questa ormai secolare e pruriginosa commistione, stupisce maggiormente la decisione governativa di non richiedere alcun #greenpass ai fedeli che ancora frequentano le chiese (soprattutto anziani e dunque maggiormente a rischio), come se bastasse la benedizione divina a scongiurare la diffusione dei contagi.

Questo atteggiamento di #sottomissione dello Stato rispetto alle richieste oltre Tevere (candidamente ammesso dal sottosegretario alla Salute Costa) è inspiegabile nella sua pericolosità, ma anche inaccettabile il silenzio da parte della CEI e della comunità cattolica tutta: riecheggia forte nelle navate delle chiese l’antica domanda biblica di Caino nei confronti del fratello Abele “Sono forse io il custode di mio fratello?”.
E dai sagrati si diffonde nel mondo un irricevibile messaggio di irresponsabilità collettiva, durante una pandemia che non ha ancora smesso di crocifiggere l’umanità.
“I care” diceva don Milani. Mi vaccino per il bene di tutti e mostro il green pass manifestando grande favore in ogni luogo pubblico, chiese comprese.
Naturalmente, la stessa “laicità sanitaria” dovrebbe essere fatta valere dallo Stato anche per i riti pubblici delle altre religioni.
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28 Dic 2021, 14:30
Se volessimo proprio ritrovare un senso vero alla festa del #Natale, dovremmo scavare neanche troppo a fondo rispetto alla storia biblica che pretendiamo di celebrare: una coppia, in una relazione fuori dall’ordinario, è costretta a servirsi di una grotta, un luogo inospitale e degradante, per partorire un bambino (#clandestino, secondo quella che sarebbe la vulgata contemporanea), riconosciuto divinità soltanto dai reietti e dagli emarginati della società. E poi, poco dopo, la stessa famiglia è costretta persino alla fuga in un paese straniero, perché ricercata e perseguitata per il fatto stesso di esistere. Il senso della storia, che tutti conosciamo come fosse la nostra, non si può cogliere interamente se non ponendo attenzione ai dettagli, che sono stati, nel tempo, progressivamente edulcorati e resi patinati, aureolati. Sono stati persino cristallizzati in un’ipocrita raffigurazione posticcia, che ci vantiamo di ospitare nelle nostre case e che alcuni vorrebbero colonizzasse ogni luogo del vivere civile e sociale. 

E se provassimo allora a verificare cosa sopravvive di questo messaggio biblico nella nostra festa, quali sarebbero le conclusioni? Che di questo significato perdura ben poco. È sufficiente prestare un attimo attenzione a quello che accade nell’Europa orientale, al confine tra uno degli stati più cattolici del mondo e il primo paese che si incontra uscendo dall’Unione europea; oppure se ascoltassimo le grida di aiuto di chi muore, annegando nel Mediterraneo; o se ci interessasse la privazione di diritti alla quale è condannata una varia umanità nell’Ungheria che si eleva paladina dei valori del cristianesimo; o se fossimo in grado di affrontare la vista dei vari lager che ancora sopravvivono nel nostro mondo, dei muri, dei genocidi, in ogni altro altrove. 

Bisognerebbe tenere conto di tutto questo, spogliandolo di ogni #retorica, se volessimo riscoprire il senso stesso di una celebrazione che si traveste, oramai, da occasione di sfrenato consumismo e abbuffate irrefrenabili. Se volessimo dare un nuovo senso al Natale, visto che tutti non vediamo l’ora di festeggiarlo, sarebbe il caso di guardarlo sotto la luce che gli compete: quello, ovvero, della festa dei rinnegati, degli emarginati, dei rifiutati, dei clandestini. Perché è lì che nasce il vero senso umano. A prescindere se si creda che quel bambino sia o no l’incarnazione del Dio sulla terra, venuto appositamente per salvare l’umanità intera.

Se volessimo proprio ritrovare un senso vero alla festa del #Natale, dovremmo scavare neanche troppo a fondo rispetto alla storia biblica che pretendiamo di celebrare: una coppia, in una relazione fuori dall’ordinario, è costretta a servirsi di una grotta, un luogo inospitale e degradante, per partorire un bambino (#clandestino, secondo quella che sarebbe la vulgata contemporanea), riconosciuto divinità soltanto dai reietti e dagli emarginati della società. E poi, poco dopo, la stessa famiglia è costretta persino alla fuga in un paese straniero, perché ricercata e perseguitata per il fatto stesso di esistere. Il senso della storia, che tutti conosciamo come fosse la nostra, non si può cogliere interamente se non ponendo attenzione ai dettagli, che sono stati, nel tempo, progressivamente edulcorati e resi patinati, aureolati. Sono stati persino cristallizzati in un’ipocrita raffigurazione posticcia, che ci vantiamo di ospitare nelle nostre case e che alcuni vorrebbero colonizzasse ogni luogo del vivere civile e sociale.

E se provassimo allora a verificare cosa sopravvive di questo messaggio biblico nella nostra festa, quali sarebbero le conclusioni? Che di questo significato perdura ben poco. È sufficiente prestare un attimo attenzione a quello che accade nell’Europa orientale, al confine tra uno degli stati più cattolici del mondo e il primo paese che si incontra uscendo dall’Unione europea; oppure se ascoltassimo le grida di aiuto di chi muore, annegando nel Mediterraneo; o se ci interessasse la privazione di diritti alla quale è condannata una varia umanità nell’Ungheria che si eleva paladina dei valori del cristianesimo; o se fossimo in grado di affrontare la vista dei vari lager che ancora sopravvivono nel nostro mondo, dei muri, dei genocidi, in ogni altro altrove.

Bisognerebbe tenere conto di tutto questo, spogliandolo di ogni #retorica, se volessimo riscoprire il senso stesso di una celebrazione che si traveste, oramai, da occasione di sfrenato consumismo e abbuffate irrefrenabili. Se volessimo dare un nuovo senso al Natale, visto che tutti non vediamo l’ora di festeggiarlo, sarebbe il caso di guardarlo sotto la luce che gli compete: quello, ovvero, della festa dei rinnegati, degli emarginati, dei rifiutati, dei clandestini. Perché è lì che nasce il vero senso umano. A prescindere se si creda che quel bambino sia o no l’incarnazione del Dio sulla terra, venuto appositamente per salvare l’umanità intera.
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24 Dic 2021, 10:00
Grazie a un emendamento della senatrice De Petris e fortemente voluto dalla LAV, la commissione Bilancio del Senato ha introdotto nella legge di Bilancio 2022 il divieto permanente agli allevamenti di animali per produrre #pellicce.

Sono migliaia gli esemplari di visone che, grazie a questa legge, verranno salvati: una svolta storica, che vieta finalmente una pratica anacronistica, che viene oramai da anni osteggiata anche dai più importanti stilisti del Made in Italy. 

#VoceAiVisoni! #Visoni #VisoniLiberi #FurFree #ItaliaFurFree #FurFreeItaly #StopPellicce #continuonslecombat #adu #ambiente #diritti #uguaglianza #valledaosta #aosta #buonapolitica #aduvda

Grazie a un emendamento della senatrice De Petris e fortemente voluto dalla LAV, la commissione Bilancio del Senato ha introdotto nella legge di Bilancio 2022 il divieto permanente agli allevamenti di animali per produrre #pellicce.

Sono migliaia gli esemplari di visone che, grazie a questa legge, verranno salvati: una svolta storica, che vieta finalmente una pratica anacronistica, che viene oramai da anni osteggiata anche dai più importanti stilisti del Made in Italy.

#VoceAiVisoni! #Visoni #VisoniLiberi #FurFree #ItaliaFurFree #FurFreeItaly #StopPellicce #continuonslecombat #adu #ambiente #diritti #uguaglianza #valledaosta #aosta #buonapolitica #aduvda
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22 Dic 2021, 11:35
Il disagio sociale è lì, sotto gli occhi di tutti. Sporca, abbandonata e certamente dimenticata.
Parliamo di piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, meglio conosciuta come ‘piazza del Mercato’, zona di Aosta adiacente al centro storico che, ormai, di piazza ha ben poco. Potenzialmente un gioiello in centro città, di fatto un parcheggio.
Come si sa, un luogo abbandonato, spesso diventa un posto ‘occupato’. Così, la piazza che ospita da un lato il meraviglioso e colorato Hotel Omama e dall’altro il fatiscente Mercato coperto (che peggiora il proprio stato di abbandono al passo con l’indifferenza totale delle amministrazioni) diventa un luogo di disagio sociale alla luce del sole.
E questa situazione non provoca giudizi morali, ovviamente, anche perché certe situazioni testimoniano una disattenzione sia dell’amministrazione che della partecipazione sociale; sono, all’opposto, un’amara constatazione di come le politiche securitarie di controllo e repressione non siano molto efficaci, quanto piuttosto un tentativo di evitare un’azione sociale ben più complessa ma sicuramente più adeguata. 
Nelle maggiori città europee, come Barcellona, ad esempio, la riqualificazione degli spazi urbani è stata frutto di un coinvolgimento della società civile, con interventi di ripristino di attività commerciali e aggregative, valorizzazione urbana anche estetica, intrecciati ad azioni di potente welfare cittadino e comunitario, in grado di fronteggiare la crisi, sottilmente strutturale, del Covid19.
Le azioni da mettere in campo non sempre richiedono lunghe preparazioni, e tempi biblici e senza necessariamente dover attendere le azioni della società civile, completamente volontarie: facilitare il dialogo e la cooperazione tra commercianti, pensare ad attività che coinvolgano dignitosamente lo spazio urbano, riqualificarlo con il coinvolgimento della cittadinanza tutta. 
Lo spazio urbano è il primo luogo che abitiamo, in ogni ambito del nostro vivere quotidiano: per questo, la sua valorizzazione e il suo potenziamento dovrebbe essere interesse primario e improcrastinabile.

#continuonslecombat #adu #ambiente #diritti#uguaglianza #valledaosta #aosta #buonapolitica #aduvda

Il disagio sociale è lì, sotto gli occhi di tutti. Sporca, abbandonata e certamente dimenticata.
Parliamo di piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, meglio conosciuta come ‘piazza del Mercato’, zona di Aosta adiacente al centro storico che, ormai, di piazza ha ben poco. Potenzialmente un gioiello in centro città, di fatto un parcheggio.
Come si sa, un luogo abbandonato, spesso diventa un posto ‘occupato’. Così, la piazza che ospita da un lato il meraviglioso e colorato Hotel Omama e dall’altro il fatiscente Mercato coperto (che peggiora il proprio stato di abbandono al passo con l’indifferenza totale delle amministrazioni) diventa un luogo di disagio sociale alla luce del sole.
E questa situazione non provoca giudizi morali, ovviamente, anche perché certe situazioni testimoniano una disattenzione sia dell’amministrazione che della partecipazione sociale; sono, all’opposto, un’amara constatazione di come le politiche securitarie di controllo e repressione non siano molto efficaci, quanto piuttosto un tentativo di evitare un’azione sociale ben più complessa ma sicuramente più adeguata.
Nelle maggiori città europee, come Barcellona, ad esempio, la riqualificazione degli spazi urbani è stata frutto di un coinvolgimento della società civile, con interventi di ripristino di attività commerciali e aggregative, valorizzazione urbana anche estetica, intrecciati ad azioni di potente welfare cittadino e comunitario, in grado di fronteggiare la crisi, sottilmente strutturale, del Covid19.
Le azioni da mettere in campo non sempre richiedono lunghe preparazioni, e tempi biblici e senza necessariamente dover attendere le azioni della società civile, completamente volontarie: facilitare il dialogo e la cooperazione tra commercianti, pensare ad attività che coinvolgano dignitosamente lo spazio urbano, riqualificarlo con il coinvolgimento della cittadinanza tutta.
Lo spazio urbano è il primo luogo che abitiamo, in ogni ambito del nostro vivere quotidiano: per questo, la sua valorizzazione e il suo potenziamento dovrebbe essere interesse primario e improcrastinabile.

#continuonslecombat #adu #ambiente #diritti#uguaglianza #valledaosta #aosta #buonapolitica #aduvda
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20 Dic 2021, 10:00
La discussione sul bilancio regionale ha visto una significativa coincidenza tra i nostri rilievi e proposte e quelli delle consigliere di PCP Chiara #Minelli ed Erika Guichardaz  (ad esempio, su #CimeBianche, #aeroporto, giustizia fiscale e uso strumentale del francese). Questo è il frutto di un confronto su temi concreti, oltre che di una comunanza rispetto a una serie di valori.

Condanniamo, invece, latteggiamento di totale chiusura al confronto da parte della maggioranza di Lavevaz che troppo spesso ha preferito accordarsi con la finta minoranza leghista o con Rollandin e Baccega, piuttosto che discutere nel merito le proposte delle ex partner di governo.

Quanto ai cinque del PD, continuano a perseguire la linea della totale subordinazione agli autonomisti. Anzi, sono più autonomisti degli autonomisti: non solo non votano provvedimenti che rispecchiano quello che fu il loro programma elettorale, ma non si azzardano nemmeno a fare proposte diverse da quelle di un governo che vede, invece, persino gli assessori presentare ordini del giorno ed emendamenti.

La discussione sul bilancio regionale ha visto una significativa coincidenza tra i nostri rilievi e proposte e quelli delle consigliere di PCP Chiara #Minelli ed Erika Guichardaz (ad esempio, su #CimeBianche, #aeroporto, giustizia fiscale e uso strumentale del francese). Questo è il frutto di un confronto su temi concreti, oltre che di una comunanza rispetto a una serie di valori.

Condanniamo, invece, l’atteggiamento di totale chiusura al confronto da parte della maggioranza di Lavevaz che troppo spesso ha preferito accordarsi con la finta minoranza leghista o con Rollandin e Baccega, piuttosto che discutere nel merito le proposte delle ex partner di governo.

Quanto ai cinque del PD, continuano a perseguire la linea della totale subordinazione agli autonomisti. Anzi, sono più autonomisti degli autonomisti: non solo non votano provvedimenti che rispecchiano quello che fu il loro programma elettorale, ma non si azzardano nemmeno a fare proposte diverse da quelle di un governo che vede, invece, persino gli assessori presentare ordini del giorno ed emendamenti.
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17 Dic 2021, 10:22
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