Ambiente Diritti Uguaglianza

Invisibili

L’alternanza di accesso e uscita dalla zona gialla/arancione/rossa getta in una situazione di grave precarietà i lavoratori e le lavoratrici autonomi/e, gli/le artigiani/e, le micro-imprese, il settore dei servizi e, in modo ancora più drammatico, il mondo della ristorazione in senso lato. I/le cittadini/e la cui vita sociale, economica e familiare è pesantemente condizionata dall’andamento dei contagi e dalle conseguenti disposizioni hanno giustamente la necessità di fare sentire la loro voce e, da qualche mese, portano nelle piazze di Aosta, periodicamente, le loro istanze interrogando innanzitutto la politica, che dovrebbe occuparsi di loro e che, al contrario, sembra dimenticarli con metodica e costante indifferenza. Da parte di queste persone non c’è nessuna pretesa “violenta” di riaprire le loro attività, violando le norme in spregio all’emergenza sanitaria, e non sono certo “negazionisti”: come tutti/e – o quasi – si rendono conto della difficoltà e dell’importanza del contenimento dei contagi. Tuttavia non riescono a spiegarsi, e noi con loro, la ragione per la quale vengono letteralmente dimenticati dalle Istituzioni.
Intorno a loro, inoltre, esistono veri e propri fantasmi sociali, tanto che nelle piazze, vicino ai corpi visibili di baristi/e, ristoratori/trici, commercianti eccetera, dobbiamo immaginare la presenza invisibile di altri numerosi corpi, quelli dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali che non hanno diritto nemmeno alla cassa integrazione e da un anno sono precipitati/e in un limbo di fragilità.

È una situazione che lede i diritti fondamentali di numerosi/e lavoratori/trici e in genere delle persone a loro legate. C’è bisogno di attuare serie e capillari politiche di indennizzi delle perdite e di rafforzamento del welfare a tutela degli “invisibili”. È uno stillicidio che logora la trama del tessuto sociale, isola gli individui più fragili, emargina donne e giovani, che spesso hanno contratti di lavoro con garanzie minime e, in ultimo, prepara il banchetto alle mafie che non aspettano altro che cannibalizzare le aree sociali che lo Stato ignora. Gli imprenditori e le imprenditrici, insieme ai loro dipendenti, sono una risorsa preziosa, abbiamo bisogno della loro tenacia e della loro creatività, abbandonarli/e al loro destino o tentare di rabbonirli/e con qualche ridicolo “ristoro”, non fa bene a nessuno e non ci aiuterà a superare la drammatica fase storica che stiamo vivendo.

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