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Legge No slot: un no deciso alle modifiche peggiorative

Prendiamo atto che la fiera Regione autonoma Valle d’Aosta assume i vizi di Roma ladrona, compreso quello dei provvedimenti omnibus: una legge eterogenea con dentro di tutto un po’, compreso qualche regalo alle lobby, che magari si preferirebbe far passare in sordina. Questo metodo è antidemocratico, perché non consente un’approfondita discussione sulla legge su cui si interviene.

E’ il caso della c.d. Legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per l’anno 2021 che, tra le decine di modifiche più o meno utili, prova anche ad infilare una modifica alla legge No slot approvata dallo scorso Consiglio regionale, con un ruolo determinante di Adu Vda e il sostegno dell’associazionismo.

Le modifiche proposte dalla Giunta regionale mirano a indebolire l’attuale sistema dei divieti che, invece, non solo ha funzionato, ma ha anche retto ai ricorsi promossi dalle organizzazioni pro slot.

Evidenziamo che nella relazione di accompagnamento all’articolo di modifica non c’è nessuna spiegazione a sostegno della norma peggiorativa. Dalla stampa, apprendiamo che la modifica della legge sarebbe collegata all’apertura di 2 nuove sale giochi nella zona dell’Amérique di Quart. In tal caso, il contesto sarebbe ancora più grave, dato che la legge dovrebbe essere sempre generale e astratta e non a favore di qualcuno. Siamo sicuri che nessuno dei consiglieri che voteranno la legge abbia degli interessi – diretti o indiretti – rispetto alla questione?

Per fugare ogni sospetto di conflitto di interesse sarebbe forse opportuno verificare chi siano i proprietari dei due locali – ex Prince e ex Tatoo – che parrebbero essere interessati dall’operazione.

Sempre da notizia di stampa, si apprende che Paolo Sammaritani starebbe seguendo la questione dal punto di vista professionale, come avvocato. Chiediamo, quindi, al leghista Sammaritani, Consigliere regionale e membro della I commissione, di chiarire la sua posizione, risolvendo ogni eventuale conflitto d’interesse.

ADU VdA concorda con l’ordine dei medici e le altre forze politiche che chiedono di non peggiorare l’attuale legge No slot e ribadisce che l’obiettivo è ricondurre l’azzardo in pochi luoghi deputati a tale attività, lontani dalla nostra vita quotidiana. Dopo questa devastante crisi sanitaria ed economica non abbiamo bisogno di nuovi spazi da dedicare all’azzardo, che tra l’altro è troppo spesso controllato dalle stesse mafie che recentemente hanno infiltrato anche le nostre più alte istituzioni.

Invitiamo la Giunta regionale a ritirare questo articolo vergognoso e i Comuni, sempre rispetto all’art. 16 della legge, ad esprimersi con un parere negativo.

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