Ambiente Diritti Uguaglianza

Chiediamo un confronto serio sulla spesa pubblica straordinaria, no a posti di sottogoverno o a vaghe promesse sull’autonomia.Una classe politica inadeguata, nata e cresciuta sulla logica del meno peggio. L’assenza di un #progetto chiaro e di personale, intellettualmente e moralmente, preparato. Il Centro sinistra parlamentare ha lasciato fare, ha delegato a personaggi come #Conte la gestione della crisi pandemica e in questo vuoto Renzi – sicario del Grande Capitale – ha potuto colpire. Ora, tra le macerie della politica, possono ripartire le abituali politiche liberiste, stavolta incarnate da #Draghi.I Cinque stelle hanno esaurito il loro ciclo: intercettare e deviare quelle istanze di reale cambiamento della società, che in altre parti d’Europa sono state concretizzate da movimenti come Podemos. Su tutto, il freddo e razionale richiamo del Presidente della Repubblica #Mattarella rispetto ai tempi di un’eventuale elezione. Oggettivamente impraticabili, rispetto alla pandemia e alle scadenze europee.La politica non può e non deve abdicare: se in Parlamento e nella società c’è ancora qualcuno che può e vuole resistere, la strada è quella di aprire una discussione sull’utilizzo delle risorse pubbliche per la ricostruzione.La questione non è Draghi, ma cosa farà Draghi e con chi lo farà.La Valle d’Aosta ha l’occasione di cambiare passo, approfittando delle risorse del Next Generation EU e dal nuovo periodo di programmazione europea. Non serve un generico e indefinito “sostegno alla montagna”, ma un piano di intervento massiccio che abbia come perno il contrasto all’indebolimento del lavoro, che rende sempre meno autonomi i valdostani e le valdostane.Invitiamo i parlamentari valdostani e le forze politiche progressiste a confrontarsi con il Presidente incaricato per chiedere che le risorse straordinarie europee siano impiegate in ottica trasversale di genere, in tutti gli ambiti, per politiche di riequilibrio contro i licenziamenti che colpiscono soprattutto le donne; per la sanità pubblica – che in Valle d’Aosta vuol dire realizzare un nuovo ospedale e rilanciare i servizi territoriali -; per infrastrutture ecologicamente sostenibili come l’ammodernamento delle linee Aosta/ Pré St. Didier e Aosta / Torino (e non il Ponte sullo Stretto o il TAV Lione/ Torino); per immaginare una nuova politica industriale, anche attraverso il recupero di aziende da parte dei lavoratori; per ridurre l’impatto ambientale dell’acciaieria Cogne.Occorrerà investire nell’economia circolare vera, nel turismo sostenibile, nella scuola e nella cultura. Nel confronto per la costituzione di una nuova maggioranza parlamentare, la privatizzazione di CVA deve essere contrastata, e la CVA stessa deve diventare il fulcro di un processo di riconversione a guida pubblica dell’economia locale.Un’agenda che non dimentichi i diritti e che acceleri i timidi processi di riforma dei decreti Salvini o l’approvazione della legge contro l’omofobia e che quindi non potrà essere condivisa con i sovranisti della Lega e di Fratelli d’Italia.

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