Ambiente Diritti Uguaglianza

Matthew d’Arabia

Dal Dolce stil novo di Rignano, col quale si presentò nell’agone politico anni e anni orsono, al nuovo #rinascimento saudita: la parola di Matteo Renzi assume i contorni inquietanti di una capitolazione. L’annuale rapporto di Amnesty International descrive un quadro allarmante, rispetto all’#ArabiaSaudita: una sistematica #repressione alla #libertà d’espressione, di associazione e di riunione con l’eliminazione degli oppositori e dei giornalisti scomodi; un’applicazione massiva della pena di morte; negazione di diritti e pena di morte per omosessuali, metodica limitazione e repressione dei diritti delle donne, torture e violenze istituzionalizzate, processi iniqui; nonché una guerra contro lo Yemen – condotta anche attraverso le armi comprate dall’Italia – che nell’omertà generale dell’Occidente ha causato più di 230.000 morti, tra i quali moltissime bambine e bambini. Dopo gli sciagurati atti del suo Governo, con il taglio della sanità, la funesta riforma della Buona scuola, il Jobs Act in gran parte smantellato dalla Corte Costituzionale, l’abolizione dell’articolo 18 salutata come grande riforma moderna, Matthew d’Arabia ci propone il suo lungimirante sguardo sul futuro: un rinascimento alla maniera saudita. Pare sia rimasto affascinatissimo dal basso costo del lavoro: ovvero, una politica che si confonde con pratiche di schiavismo.Human Rights Watch, nel suo #WorldReport, parla di blocchi di stipendi, straordinari non retribuiti, violenze nei confronti dei lavoratori (che nel 76% sono immigrati irregolari), attività sindacale e scioperi vietati, differenze salariali tra uomini e donne pari al 54%, una regolamentazione, approvata nel maggio 2020, in piena pandemia, che consente agli imprenditori – unilateralmente – di tagliare gli stipendi fino al 40%.I rapporti economici tra Italia e Arabia Saudita sono governati dalla par-condicio: destra, sinistra e centro non hanno esitato a farci affari e a promuovere rapporti di collaborazione. Ma nei giorni in cui si ricorda la scomparsa di #GiulioRegeni, la passerella di #Renzi in uno tra gli stati più dittatoriali e repressivi del mondo, è accompagnata dalla sua “invidia” dichiarata per lo stato di diritto saudita. Ricordando a tutte e a tutti che Matteo Renzi è un senatore dello Stato italiano, ci aspettiamo che il suo prossimo passo sia verso l’Illuminismo della #Polonia o il Risorgimento della #CoreadelNord.

Facebook
Twitter
Cerca