Ambiente Diritti Uguaglianza

La (mancata) decenza del silenzio

“I #valdostani muoiono di fame e noi invertiamo la discussione degli ordini del giorno per parlare del #GiornodellaMemoria!”, questa la scandalizzata considerazione del consigliere leghista Andrea #Manfrin pronunciata ieri, #27gennaio, all’inizio dei lavori del Consiglio regionale. Ora c’è da sperare che, complice un’aula frastornata e imbelle, una volta posticipata l’interpellanza riguardante la celebrazione della Giornata Internazionale, il gruppo della Lega Vda abbia così risolto il problema della povertà in Valle d’Aosta, problema che, se ricordate, già il segretario nazionale dello stesso partito aveva fantasiosamente risolto con il prezioso contributo degli alleati pentastellati qualche tempo fa.

Già, che tempi! Sembrano passati secoli… eppure sono passati solo due anni da quando il Sindaco di Aosta si trovò costretto a non concedere l’Hôtel des États al consigliere (sempre lo stesso) che, nel Giorno della Memoria, avrebbe voluto ospitare la presentazione di due libri non proprio in linea, diciamo, con i principi che portarono le Nazioni Unite a istituire una Giornata in ricordo di tutte le vittime dell’orrore delle politiche naziste e fasciste, responsabili dell’inferno dei campi di sterminio.

Il 27 gennaio è il giorno in cui, con più attenzione e partecipazione, si ascoltano le parole dei testimoni, si leggono gli scritti di coloro che non ci sono più, si considera che è stato e che mai più dovrà essere. E mentre anche nella nostra Regione si susseguivano, ieri, varie manifestazioni ricche di diversi contributi sul tema delle deportazioni, dei rastrellamenti e delle leggi razziste, promulgate da Mussolini e firmate dal re, mentre ad Aosta e in molti Comuni valdostani ci si stringeva nel ricordo di Ida Desandré e di Anna Dati, della persecuzione di ebrei, sinti, rom, omosessuali, anarchici, Testimoni di Geova e oppositori politici e si ricordavano con orrore le pratiche eugenetiche e le torture di malati e bambini, nell’Aula di piazza Deffeyes andava in onda un tira e molla imbarazzante il cui esito – altrettanto imbarazzante – è stato lo slittamento di ventiquattro ore della commemorazione. 

Del resto conosciamo bene la tecnica del #benaltrismo leghista: ogni parola che inchioda la loro politica allo sfascio morale e culturale di cui quotidianamente fanno mostra viene trasformata, nella loro narrazione vittimistica, in un argomento pretestuoso, farcito di “politicamente corretto” e di disprezzo per i poveri italiani, o valdostani, oltre che di disamore per la Patria.

Con questo non vogliamo evitare di sottolineare le responsabilità dei presentatori dell’Interpellanza che sembra si siano accorti all’ultimo momento dell’esistenza di una data così importante che le Istituzioni hanno il dovere di celebrare. A loro – e ai/lle consiglieri/e leghisti/e – ricordiamo per tempo che ci accingiamo a uscire da questo cupo inverno e, dopo il sacro ricordo del #26febbraio, arriveranno inesorabilmente l’#8marzo e il #25aprile.

Per non dimenticare.

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