Ambiente Diritti Uguaglianza

Lager di ieri e di oggi

Giorno della memoria 2021

I campi di concentramento nazisti furono la manifestazione più crudele e feroce dell’avversione alla diversità e all’alterità, secondo un processo di spersonalizzazione e uniformazione che ancora oggi trova applicazione in molti contesti politici e sociali. 6 milioni di ebrei trovarono una morte insensata – un compiuto genocidio – ma le vittime della cieca furia nazista furono anche altre, spesso dimenticate. I triangoli rosa furono riservati agli omosessuali, internati sulla base del Paragrafo 175 (circa 150.000 vittime); i triangoli rossi indicavano i dissidenti politici mentre quello blu fu riservato ai fuorisciti, coloro che ebbero il coraggio di ribellarsi alla follia nazista (un milione e mezzo di vittime); i triangoli marroni furono per i sinti e i ROM, trucidati in quello che si chiama Porrajmos, “devastazione” e che fece circa 500.000 vittime; il triangolo viola colpevolizzava i Testimoni di Geova (30.000 vittime), mentre quello nero spettava ai cosiddetti “asociali”: disabili, malati di mente, lesbiche (per le quali esisteva l’esclusivo campo di Ravensbrück), prostitute: furono più di 250.000 le vittime.La conta dei numeri è impressionante ma non deve far cadere nell’errore di diventare pura e semplice contabilità della follia: dietro i numeri ci sono persone, storie, volti, individualità che rappresentano la società nella sua più compiuta manifestazione. Il mondo è ancora pieno di #lager che contengono e torturano: fare un elenco sarebbe imparziale e insufficiente ma basti ricordare i campi di detenzione di #Libia per i migranti subsahariani e non solo, i campi di concentramento per omosessuali in #Cecenia, le gabbie dei bambini al confine tra Messico e USA, i campi di “rieducazione” degli #Uiguri in Cina, i campi profughi nelle terre occupate della Palestina e il genocidio dei #Rohingya in atto in Myanmar. La #GiornatadellaMemoria è indispensabile, per la nostra coscienza e consapevolezza di cittadine e cittadini come attori responsabili della vita democratica ma non deve rimanere uno sterile atto intellettuale di ricordo. Deve essere una “pietra d’inciampo” nella considerazione della realtà, passata e attuale, e nell’elaborazione di politica che sappia essere lungimirante, garantire il rispetto e la tutela dell’alterità e che abbandoni definitivamente l’idea di una superiorità etico-morale di qualsiasi tipo. Perché il genere umano è uno solo, portatore della stessa necessità di diritto.

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