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USA: una parentesi da chiudere

Che si potesse alzare ancora di più l’asticella della polarizzazione e dello scontro politico negli Stati Uniti lo avevano annunciato in molti. Che si potesse giungere ad una così pesante delegittimazione delle istituzioni democratiche degli Stati Uniti, un po’ meno.
Una drammatica responsabilità che poggia pienamente sulle spalle del presidente uscente, quel Donald Trump che in questi quattro anni, con il suo analfabetismo istituzionale, la sua crassa ignoranza e il suo razzismo e machismo esplicito, ha esasperato e infiammato il dibattito pubblico americano.
Trump ha chiamato a raccolta i suoi sostenitori fuori da Capitol Hill per contrastare la formalizzazione – secondo la sua pericolosa quanto infondata retorica – di un’elezione rubata che, altrimenti, avrebbe visto una vittoria repubblicana a valanga, come da lui stesso sottolineato in un’intervento nella giornata di ieri. Un gruppo di sostenitori dove c’era di tutto – dai Proud Boys al variegato universo del suprematismo bianco – tra cui uomini armati fino ai denti.
Nemmeno quando la situazione sembrava essere fuori controllo, con i trumpiani all’interno di Capitol Hill e i parlamentari costretti ad uscire scortati dall’Aula, Trump ha invitato i suoi a tornare a casa. Ci sono voluti un colpo d’arma da fuoco – poi purtroppo rivelatosi letale – contro una donna e un oltraggio pesantissimo al cuore della democrazia americana per costringerlo ad intervenire per far uscire i suoi.
Sono stati molti gli esponenti di spicco del Partito Repubblicano a prendere le distanze da Trump e dai manifestanti, definiti da McCarthy “Un-American”, una delle peggiori etichette delle quali si può essere affibiati negli Stati Uniti. Un estremo tentativo di salvare la faccia e la reputazione di quello che, un tempo, era il partito di Lincoln e della vittoriosa causa unionista contro i secessionisti. Come ha scritto David Frum sul The Atlantic, un modo per limitare i danni per i repubblicani sarebbe quello di lavorare assieme ai loro colleghi per porre immediatamente fine a questa indegna parentesi trumpiana.
Donald Trump porterà la pesante eredità di aver deliberatamente sostenuto e incentivato un oltraggio ai simboli della vita democratica e politica degli Stati Uniti, un marchio da cui anche il Partito Repubblicano sarà irrimediabilmente macchiato.

Valerio Spositi
PhD in Storia degli Stati Uniti all’Università degli Studi Roma Tre

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