Ambiente Diritti Uguaglianza

Il rebus disumano

No, non ritorna l’#umanità; semplicemente, perché latita da molto tempo. Le modifiche del #decretoLamorgese, recentemente approvato dal Parlamento, cancellano, sì, alcune drammatiche e violente norme dei #decretiSalvini, ma, di certo, non fanno dell’umanità il loro cardine portante. Si continua a considerare l’#immigrazione come una questione di #sicurezza: così è sempre stato, dalla prima legge organica, la Legge Martelli del 1991, passando per tutte le altre modifiche, tante, che hanno funestato una questione tanto strutturale quanto nodale degli ultimi anni.

Reintrodurre una specie di #protezioneumanitaria – purché il termine “umanitario” non venga riproposto – non è un atto di civiltà, ma semplicemente un dovere, costituzionale e internazionale. Aumentare la possibilità dell’#accoglienza diffusa – seppur frammentata e con due canali inaccettabili di servizi e azioni: una per i richiedenti asilo e una per i titolari di protezione – è una scelta lungimirante e opportuna per rinsaldare il tessuto sociale, straziato da troppe propagandistiche manomissioni.

Continua la guerra alle #ONG che si fanno supplenti di un compito istituzionale, quello, cioè, di non lasciare morire nessun essere umano che scappi da paesi nei quali sia sottoposto a tortura o a gravissime lesioni dei propri diritti umani universali, che appartengono, competono e definiscono l’essere umano stesso come persona. Mancano, ancora, del tutto, le scelte coraggiose ma indispensabili: l’apertura di ingressi regolari e in sicurezza, anche attraverso la buona pratica di corridoi umanitari; manca la revisione della #BossiFini, fonte inesauribile di problematiche e drammi umani; mancano le modifiche agli altrettanto feroci e incostituzionali decreti Minniti-Orlando; latita un vero progetto di salvataggio e accoglienza.

A queste mancanze si aggiunge l’assenza di una maturazione europea che approdi a una politica comune di gestione di un fenomeno che lo stesso neoliberismo fomenta e regola. Gli esseri umani si spostano parallelamente all’intensificarsi delle violenze economiche e ambientali. Gli interventi necessari sappiamo quali siano, ci sono proposte e alternative; ma, come sempre, sappiamo occuparci solo della superficie. Le esigenze profonde e strutturali le lasciamo incolpevoli e impunite. Per risolvere queste, non basterà mai un decreto.

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