Ambiente Diritti Uguaglianza

Légion de déshonneur

Il 10 dicembre scorso abbiamo celebrato l’approvazione della Dichiarazione universale dei diritti umani, che resta – e deve restare – una bussola per ogni comunità basata sullo stato di diritto. Nello stesso giorno, si è chiusa l’inchiesta sulla morte di #GiulioRegeni, avvenuta nel 2016 in #Egitto: Quello che abbiamo letto è agghiacciante e raccapricciante. Il ricercatore friulano è stato vittima, per lunghi giorni, di sevizie e di torture che gli causarono un’insufficienza respiratoria acuta, causa del decesso. Seguirono, poi, lunghi anni di insabbiamenti da parte delle autorità egiziane, mentre il governo italiano navigava nell’immobilismo.

Pochi giorni prima, il 7 dicembre, al ricercatore egiziano #PatrickZaki era stata rinnovata per altri 45 giorni la custodia cautelare, senza nessun’accusa formulata.

Questo è l’Egitto del dittatore #AlSisi: un paese dove si registrano quotidianamente violazioni sistematiche dei diritti umani. E potremmo ricordare anche #SarahHijazi, attivista LGBTQ+ morta, esule e suicida, dopo esser stata torturata in carcere. 144 sono state le esecuzioni capitali durante il governo di Al-Sisi, che continua però a essere uno dei partner economici più importanti soprattutto per l’Italia.

La notizia del conferimento della #LégiondHonneur al Presidente egiziano da parte di #Macron ha scatenato feroci proteste. Primo tra tutti, #CorradoAugias (prontamente seguito anche da Luciana Castellina, Giovanna Melandri e Sergio Cofferati), che ieri ha riconsegnato il riconoscimento all’Ambasciata francese in Italia, con un forte gesto politico, rivendicato alla memoria di Giulio Regeni.

Anche alcuni attuali membri del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, e persino un attuale assessore, sono stati insigniti, negli anni passati, di questa onorificenza, che oggi più che mai, assume un valore simbolico potente.

Non sarebbe il caso, con un gesto giusto e rispettoso dei diritti umani di tutte e tutti, restituire quell’onorificenza oramai così compromessa? Per gli inquilini di piazza Deffeyes risuonerà più forte il lontano richiamo delle sirene di 3 Rue des Deux Boules – Paris o il senso di giustizia e di umanità?

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