Ambiente Diritti Uguaglianza

CS Senza autonomia economica non ci può essere autonomia politica

«Ci fa sorridere trovarci a sostenere posizioni autonomiste, mentre chi ha sempre la parola autonomia in bocca si vede costretto a cedere ai ricatti di una Lega e i suoi satelliti sempre più aggressivi, anch’essi tuttavia pronti a giurare fedeltà all’autonomia». Così la Consigliera Daria Pulz sintetizza i lavori dell’ultimo Consiglio regionale, riunito per trovare un accordo che consentisse l’approvazione della terza legge di aiuti per l’emergenza da Covid-19.

«Da una parte – dichiara la Consigliera, ripercorrendo quanto avvenuto – una maggioranza arrogante, malgrado non abbia più i numeri per sostenere le sue ambigue posizioni, decide di assegnare 300 mila euro a ogni comune valdostano senza distinzioni, per rilanciare le piccole e medie imprese con lavori urgenti sui territori. Dall’altra ci sono diversi emendamenti, tra cui quello di Adu VdA volto a sostenere la proposta della Giunta, ma diversificando i destinatari con un criterio demografico: più soldi ai comuni più popolati, in primis al comune capoluogo. Ma i giochi vengono sparigliati dalla Lega e i suoi satelliti che, fiutando il sangue della vittima, da veri avvoltoi propongono di dare i soldi solo ai comuni “bravi” che non hanno avanzo. Quelli “cattivi”, che secondo gli arroganti Consiglieri non sanno amministrare, entrano nella lista di proscrizione: i loro soldi servono alla Lega per far sapere a tutti quanto è brava a distribuirli per la sua propaganda elettorale.»

«La Giunta – continua Daria Pulz – incontra di corsa il Celva, ma non può più imporre la sua volontà, sebbene stenti ancora a crederci, abituata com’è a comandare nonostante gli evidenti crolli della maggioranza. L’errore è iniziato quando si è arroccata sulle deleghe multiple al presidente-prefetto che crede di poter sostituire, uno e trino, i tre consiglieri dimissionari (Antonio Fosson, Laurent Viérin e Stefano Borrello). Ma anche il suo sacro voto vale uno e quindi la maggioranza è messa in minoranza, con votazione segreta contro ogni trasparenza politica. Il gioco è fatto. Un accordo però dev’essere per forza trovato per non far saltare il provvedimento da oltre 160 milioni. Iniziano le trattative e con esse i ricatti: alla fine si decide che 150 mila euro andranno ai comuni “buoni” e anche ai “cattivi”, con qualche bel vincolo emergenziale in più voluto dai confusi 5 stelle, improvvisamente attratti dal carrozzone leghista. A rimetterci ora saranno gli enti locali, le piccole e medie imprese dei territori, le scuole che richiedono interventi urgentissimi, i bidelli che in molti paesi non ci sono ma che ora, a fronte di un autunno complicato, diventano essenziali.»

«In tutti questi giochini da tardo impero – prosegue la Consigliera – Adu Vda è stata coerente con se stessa, urlando nel deserto che senza autonomia economica non ci può essere autonomia politica, che le spedizioni punitive nei confronti dei comuni sono squallide, che interventi di finanziamento giusti avrebbero rappresentato un moltiplicatore economico per uscire dall’emergenza, che se i valdostani si convincono che le destre possano rappresentare il cambiamento che tutti ricerchiamo è perché la propaganda leghista si adopera, con tutte le furbizie e i mezzi, per cercare di adagiare fette di lardo di Arnad sugli occhi delle elettrici e degli elettori.»

«Nel frattempo – conclude Daria Pulz – lo spirito del povero canonico Jean-Joconde Stévenin, che tanta centralità aveva dato ai comuni nel suo progetto di autonomia, è stato visto aggirarsi molto inquieto nei pressi del Palazzo.»

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