Ambiente Diritti Uguaglianza

CS L’autonomia sia una spinta all’ampliamento dei diritti

A ravvivare la sonnolenta estate valdostana – nella stessa mattina in cui i Sindaci protestano a Palazzo regionale per esprimere tutta la loro legittima contrarietà per l’ultima legge approvata in Consiglio che penalizza gravemente gli enti locali – arriva pure il Premier Conte che in una lettera inviata al Presidente Testolin sottolinea come la Regione Valle d’Aosta sia disallineata rispetto alle leggi elettorali regionali perché non prevede la doppia preferenza di genere e chiede di provvedere all’evidente vulnus “con la massima urgenza”.

«Ben venga l’appello del Presidente del Consiglio dei Ministri – commenta la Consigliera del gruppo ADU VdA Daria Pulz -, perché l’autonomia, cui fanno tutti perlopiù appelli faciloni e fuori luogo, non deve mai tradursi in scelte penalizzanti sotto il profilo dei diritti ma deve essere spinta per il loro ampliamento, come ADU VdA va dicendo, purtroppo inascoltata, da tempo. Si tratta di una questione centrale, che non ha a che fare solo con la legittimità della legge, ma con il senso stesso, anche politico, dell’autonomia. Da troppi anni, su questi temi – come anche su quello dell’immigrazione, su cui si sono verificate pericolose convergenze tra Lega e autonomisti – l’autonomia è intesa in senso conservatore e retrogrado. L’impostazione dell’ultima legge elettorale regionale – a firma Bertin-Mossa e che ADU VdA non ha votato – con la scusa di scongiurare il controllo del voto, già fortemente limitato se non eliminato attraverso l’introduzione dello spoglio centralizzato, serve di fatto a chi l’ha proposta e a chi l’ha votata per partire con metri di vantaggio nella competizione elettorale a discapito, come sempre, della presenza delle donne nei luoghi decisionali.»

«Allo stesso modo – aggiunge la Consigliera Pulz – togliere finanziamenti ai Comuni significa non aver chiaro che senza autonomia economica non vi può essere autonomia politica. ADU VdA ancora una volta esprime massima solidarietà agli enti locali che durante l’emergenza hanno retto molto meglio del Consiglio regionale, in cui si è consumata una contrapposizione tra Giunta e Consiglio stesso che ha rallentato la disposizione di urgenti e necessari aiuti.»

«È indispensabile, ora – conclude la Consigliera di ADU VdA -, recuperare un alto senso delle Istituzioni locali e il rispetto della rappresentanza, nella sua essenziale componente femminile che sa essere non eversiva ma rivoluzionaria.»

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