Ambiente Diritti Uguaglianza

CS Le destre dell’Aventino valdostano

Che il mondo sia sottosopra e che stiamo vivendo una fase di pandemica confusione è ormai evidente a tutti. Tanto che nemmeno l’Aventino è più quello di una volta e ora sono le destre unite a decidere di abbandonare l’aula, in chiaro segno di protesta nei confronti dell’Assessore Baccega e del Presidente/Prefetto Testolin. Alla riunione di ieri, martedì 12 maggio, del gruppo di lavoro costruito in seno alla V Commissione “Servizi sociali” per lavorare alla legge sanitaria solo sei Consiglieri hanno partecipato per confrontarsi sulla legge: Bertin, Marzi, Peinetti, Pulz e Russo, con la Presidente Morelli basita. Così come pochissimi gruppi politici hanno inviato proposte, malgrado sembrassero tutti concordi a elaborare il provvedimento dopo aver fatto audizioni dell’unità di crisi, dei vertici dell’Usl, dei sindacati dei medici, per evitare che un’ulteriore fase dell’emergenza epidemiologica possa rimettere in ginocchio la nostra regione.

Come ADU VdA vorremmo che fosse chiaro che noi non risparmiamo certo critiche a questo Governo per come ha gestito l’emergenza, ma con la stessa fermezza non facciamo mancare il nostro apporto nel momento in cui si deve lavorare a una legge che deve facilitarne l’uscita. Abbiamo sentito il preciso dovere di presentare tutte le proposte del caso, dopo un ampio confronto con i sanitari del nostro gruppo.

È lo stesso dovere che sentiamo ora di prendere le distanze da una destra fanfarona e ossessionata dal solo obiettivo di sostituirsi al più presto a questa maggioranza; sarà per questo che investe tutte le sue energie nella critica del bando affitti – uno dei pochi atti ben riusciti di questo Governo, dopo che ADU VdA lo ha inchiodato alle sue responsabilità -, come se non fossimo in emergenza, come se la comunità non avesse bisogno di risposte urgenti ed efficaci per ripartire, come se la politica fosse continua campagna elettorale, da una parte e dall’altra.

L’arrogante supponenza delle nuove destre alimenta la loro autoconvinzione di poter fare meglio una volta tornati al potere, come se quei sei mesi di esordio della XV tristissima Legislatura non ci avessero resi abbastanza edotti dei metodi di governo che hanno scopiazzato dai loro predecessori, affrettandosi a posizionare nei punti chiave i fedelissimi. Da allora per la politica valdostana sono trascorsi due pesantissimi anni, fatti di arresti e dimissioni per sospetta penetrazione dell’ndrangheta nella massima istituzione regionale, con in chiusura la prova più terribile per la comunità: il Covid-19.

Non lasceremo che abbia ragione chi sostiene che in questo Paese “è meglio pigliarsi un calcio in bocca che due spicci di responsabilità” (cit. Zerocalcare).

Immagine: “Good Friday 2020” di Vyacheslav Okun

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