Ambiente Diritti Uguaglianza

Basta spiccioli! Servono investimenti

Per le troppe #donne che subiscono #violenza in famiglia, la situazione da #lockdown ha significato in molti casi dover rimanere chiuse con il proprio aguzzino, paradossalmente per disposizione di legge.La situazione in #ValledAosta, poi, è così grave che – tra i tanti record negativi, come i contagiati e i morti rispetto alla popolazione e la perdita drastica di Pil, sintomo evidente della forte crisi socio-economica in atto – registriamo anche un aumento esponenziale delle violenze di genere. Finché il sistema legato alla sicurezza dei cittadini ruota intorno al dramma del Covid-19 e le strutture sanitarie restano sotto evidente stress, ogni denuncia risulta inoltre più complicata.

In questo edificante scenario – locale, nazionale e anche internazionale – appare tanto più sensata nella sua urgenza la proposta della deputata della Valle d’Aosta Elisa Tripodi che, con un emendamento alla legge di Bilancio, ha ottenuto l’istituzione di uno stanziamento di 2 milioni di euro annui e per tre anni: serviranno a garantire attività di promozione della libertà femminile e di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, legata all’orientamento sessuale e alla disabilità. L’obiettivo ultimo è di contrastare la violenza e cancellare le discriminazioni, in vista di una società più rispettosa dei Diritti umani.

Certo il cammino è ancora molto lungo e tanto altro resta da fare, questo stanziamento, palesemente insufficiente e “infilato” per contrastare le bocciature in commissione bilancio di importanti cifre per il contrasto alla violenza di genere, deve essere solo il primo passo. A livello locale, per esempio, attivare, come si fa da tempo in alcune regioni più avanzate, attenzione ai maltrattanti; continuiamo a costringere donne e bambini a lasciare i nuclei familiari quando sono luoghi di violenza anziché allontanarne e curarne la causa. A livello nazionale chiediamo con forza, come auspicato dalla UE, che le risorse del recovery fund siano coniugate al 50% in ottica di genere, in tutti i campi.

Adu VdA esprime apprezzamento per queste iniziative e per il lavoro che molte parlamentari portano avanti, spesso in solitudine, si spera che aumentino la sensibilità da parte della politica rispetto a un fenomeno discriminatorio che solo tramite il potenziamento delle strutture socio-sanitarie, accompagnato da un diffuso e capillare lavoro culturale e formativo, può essere contrastato e, infine, sconfitto. Lo stanziamento sarà infatti impiegato nel sostegno ai centri-antiviolenza e alle case rifugio nonché per la formazione del personale addetto. Bisogna ora attendere il decreto attuativo con le indicazioni della presidenza del Consiglio dei Ministri o del Ministero della famiglia e per le pari opportunità.

Adu VdA auspica che, a livello nazionale almeno, si agisca con maggiore solerzia rispetto al Consiglio regionale della Valle d’Aosta dove lo scorso luglio, nell’ambito della terza legge regionale di misure urgenti per contrastare gli effetti dell’emergenza da Covid-19, l’allora consigliera Daria Pulz aveva proposto un emendamento al fine di ottenere l’aumento di 90.000 euro per le misure di prevenzione della violenza domestica e di presa in carico delle donne maltrattate, volto soprattutto alla creazione di nuovi spazi di accoglienza.

La proposta di ADU era stata accolta dal Consiglio regionale all’unanimità. Ma di quei 90.000 euro abbiamo purtroppo perso le tracce. Qualcuno è forse in grado di farcele ritrovare?

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