Ambiente Diritti Uguaglianza

Una Giunta da reintegrare SOLO per una più efficace gestione dell’emergenza

Il rinvio delle elezioni a causa dell’emergenza determina un prolungamento della durata del Consiglio e della Giunta regionali con poteri limitati all’ordinaria amministrazione, fatti salvi i soli atti indifferibili e urgenti. 

È, questo, un problema in questo momento di emergenza? È necessario, come vorrebbe qualcuno, nominare una nuova Giunta con poteri più ampi?

No, noi non crediamo che ciò sia necessario.

Nell’ambito dell’indifferibilità e urgenza, possono infatti essere adottati tutti gli atti oggi necessari ad affrontare l’emergenza.

Non è assolutamente necessaria, e nemmeno sarebbe legittima, la riappropriazione, da parte di una nuova Giunta (una Giunta cioè con un mandato politico rinnovato) e del Consiglio, di poteri ormai irreversibilmente congelati.

La domanda da porci è invece un’altra: serve, oggi, per affrontare l’emergenza, non la nomina di una nuova Giunta, ma la reintegrazione (indifferibile e urgente, per evitare ulteriori effetti negativi sulla popolazione) di quella attuale, superando gli interim oggi in capo al Presidente?

La nostra risposta è: dipende. 

Di per sé, l’emergenza non è infatti una motivazione sufficiente per compiere un passo comunque forte, perché in linea generale non consentito ad un Consiglio sciolto. 

Quello che occorre capire, spiegandolo alla popolazione, è se la Giunta, nell’attuale composizione, sia in grado di far fronte a tutte le innegabili incombenze legate all’emergenza. 

Esistono settori oggi non presidiati e oggettivamente non presidiabili? E se sì, perché? Ma soprattutto, esistono incombenze, legate agli interim, che sottraggono tempo ai compiti, in questo momento prioritari, di gestione della emergenza? 

E ancora, la nomina di un Commissario straordinario per l’emergenza, che ADU VdA ritiene in questo momento e in queste specifiche condizioni necessaria, può sgravare la Giunta? E se sì, è sufficiente a superare le criticità, rendendo non più necessaria la reintegrazione, oppure no? E se no, perché?

Domande, queste, cui bisogna rispondere con puntualità se si vuole sostenere che un atto inusuale come la nomina di nuovi assessori da parte di un Consiglio regionale sciolto sia da considerarsi “indifferibile e urgente”.

Senza questi dati, senza la dovuta trasparenza che obbliga a rendere conto ai cittadini delle difficoltà di una macchina amministrativa sotto grande stress, considerare necessaria, per il solo fatto di trovarsi in una situazione di emergenza, la nomina di altri Assessori suonerebbe come un inganno, come l’ennesimo tentativo, da parte della classe politica, di occupare spazi che non le competono.

Queste valutazioni vanno fatte con estrema serietà, oltre che con la sollecitudine imposta dalla drammatica situazione che stiamo vivendo, evitando ogni fuga in avanti, ogni illegittimo ampliamento dei poteri dell’esecutivo che, ribadiamo, non siamo in alcun modo disposti ad assecondare.

In questo contesto, il ruolo del Consiglio, come organo sovrano (ancorché in prorogatio) e garante della democraticità del sistema e del rispetto dei principi e dei limiti statutari, è centrale. 

Ogni decisione, sia essa quella di nominare un Commissario straordinario per l‘emergenza o quella di reintegrare la Giunta, dovrà essere assunta con il più ampio dibattito consiliare, al fine di ricercare il più largo consenso su una soluzione che sia, oltre che tecnicamente legittima, efficace.

Qualunque sia la soluzione – nomina di un Commissario e/o reintegrazione della Giunta – il Consiglio regionale dovrà in ogni caso sovraintenderne e controllarne l’attuazione. 

Dovrà quindi essere previsto l’obbligo, per la Giunta, di riferire periodicamente al Consiglio sui risultati della gestione dell’emergenza, consentendogli di valutare la necessità di approvare eventuali misure di sostegno.

Coerentemente con quanto detto sopra, ADU VdA ha depositato la settimana scorsa una proposta di legge che consentirebbe di percorrere questa strada, ancorando l’azione della Giunta ai vincoli dell’indifferibilità e dell’urgenza, imposti dal nostro ordinamento. 

Se questi limiti saranno rispettati, se non ci saranno forzature e fughe in avanti, siamo disponibili a collaborare per arrivare ad una soluzione ampiamente condivisa che consenta di gestire l’emergenza nel modo più efficace, ma sempre compatibilmente con i principi del nostro ordinamento. 

Diciamo sin da ora che la soluzione ottimale per una eventuale reintegrazione della Giunta, alle condizioni sopra riportate, sarebbe quella di nominare assessori tecnici, da individuare tra personalità di comprovata esperienza e competenza provenienti dalla società civile o dal mondo delle professioni.

Tale scelta consentirebbe di presidiare i settori interessati, per questi pochi (speriamo) mesi che ci dovranno traghettare fino alle prossime elezioni, senza rimettere in gioco contrasti politici che non sarebbero compresi da una popolazione già stremata a causa dell’emergenza sanitaria. 

In questo drammatico momento, è necessario un più alto senso di responsabilità e di rispetto delle Istituzioni, a prescindere dalle convenienze politiche e individuali.

Ci auguriamo che le altre forze politiche lo capiscano, evitando soluzioni istituzionalmente illegittime, che non sarebbero comprese dalla popolazione e che farebbero male alla nostra democrazia già messa a dura prova.

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