Ambiente Diritti Uguaglianza

CS A casa con il nemico

La violenza domestica non si ferma, anzi: con il confinamento i problemi sono solo nascosti.

I centri antiviolenza lamentano una diminuzione delle chiamate. Le donne, chiuse in casa con i loro aggressori, fanno molta più fatica a comunicare e, in alcuni casi, rischiano di essere letteralmente segregate.

Avere i dati, chiedere conto dei numeri, pur limitandoli alla città di Aosta, sarebbe stato importante.

Sarebbe stato…

L’Assessore ai Servizi sociali con delega alle Pari opportunità, che non disdegna di mostrarsi partecipe e solidale in occasione di iniziative di sensibilizzazione a mezzo di trapunte cucite e flash mob, ha risposto in maniera burocratica che la violenza domestica è di competenza strettamente regionale e che la sua posizione non gli consente di richiedere ed avere i dati relativi al grave e diffuso fenomeno, ha poi “consigliato” di richiederli attraverso la collega, in Regione.

Già. Peccato che per un’iniziativa diversa, ma sempre di competenza regionale, lo stesso Assessore abbia prontamente proposto, come nelle sue facoltà, di attivarsi presso la Regione. E per finire in bellezza, visto che questa disparità di trattamento gli è stata fatta notare, ha liquidato la faccenda seccamente con un “con tutti i problemi che ci sono in questo momento…”. Il Comune di Aosta è il più popoloso della Regione ed è quindi un dovere dell’Assessorato con delega alle Pari opportunità, in tempi come questi, vigilare sulla violenza domestica e prendere tutte le misure precauzionali perché ad emergenza non se ne aggiunga un’altra.

Insomma, pandemie o meno, la violenza domestica non è una priorità, sicuramente non per l’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Aosta. A partire da domani nella Commissione competente del Consiglio regionale ADU VdA farà in modo di mettere una toppa a questa gravissima mancanza.

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