Ambiente Diritti Uguaglianza

Sugli OSS e sulle dichiarazioni del Presidente Testolin

In un periodo in cui, insieme all’efficienza delle strategie e alla tempestività delle risposte, servono chiarezza, trasparenza, concertazione e condivisione degli obiettivi, ADU – VdA invita il presidente della Regione Testolin a mostrare, al contrario di quanto ha espresso nel recente passato, il massimo senso di responsabilità e la massima prudenza. 

Invece di stigmatizzare un’intera categoria con l’accusa di una presunta diserzione da parte degli operatori sociosanitari rispetto ai propri doveri, è necessario coinvolgere il personale così pesantemente coinvolto nell’emergenza e mettere gli operatori nelle condizioni di lavorare in sicurezza, garantendo al meglio il loro ruolo di cura e di baluardo al diffondersi del contagio tra le fasce della popolazione più vulnerabili.

Si lasci, quindi, lavorare in serenità la Procura di Aosta, che ha aperto un fascicolo per approfondire alcune segnalazioni di utenti, e si ripristini una doverosa serenità collaborativa utile alla salute di tutti e alle buone performance di tutte le forze messe in campo.

Gli operatori sociosanitari sono lavoratrici e lavoratori che hanno il diritto alla tutela occupazionale e sanitaria: bisogna rendere operativo uno specifico intervento per le strutture per gli anziani, per le case di cura, per le case famiglia e in generale per tutte le strutture che rendono necessario un continuo contatto fra gli utenti e gli operatori assistenziali e sanitari. Sono necessari controlli frequenti sui pazienti e sul personale, oltre a momenti di formazione e di informazione.

Ma non basta: ci vuole un intervento sistematico che comprenda la dotazione di adeguati dispositivi di protezione individuale e di eventuali misure aggiuntive per garantire la sicurezza personale, sistemi di turnazione che allevino il carico di lavoro e lo stress ad esso correlato tramite una gestione razionale e organica dei permessi retribuiti e una tutela aggiuntiva per i lavoratori che devono badare a loro volta, nelle loro case, a bambini o anziani; serve una migliore cooperazione tra dirigenza e lavoratori, oltre, naturalmente, a meccanismi di sostegno del reddito che possono andare da nuove forme di bonus, indennità e straordinari, a dispositivi di assicurazione nel caso di contagio, oltre a una chiara comunicazione per l’accesso facilitato alle forme di sostegno economico già attivate. Anche il sostegno psicologico, per gli operatori e per i pazienti e i loro familiari, è una misura senz’altro utile e necessaria.

Ricordiamo, infine, che anche i lavoratori interinali, fortemente precarizzati, devono essere messi in condizioni lavorative degne di fornire la giusta e continuativa competenza in questo periodo di estrema emergenza, si provveda, quindi, alla stabilizzazione di quanti operano in condizioni non idonee per poter garantire un servizio sicuro, nell’interesse di tutta la collettività.

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